Un recente DDL delega del Governo mira a riformare le professioni sanitarie. Questa riforma intende valorizzare il ruolo economico e sociale dei professionisti, difendendo l’indipendenza e i titoli, e introducendo specializzazioni solo su richiesta. La normativa prevede anche una riorganizzazione dei controlli sugli Ordini professionali, l’obbligo di una polizza assicurativa per i professionisti e garantisce un equo compenso. Inoltre, ci si concentra sulla contrasto alla carenza di personale nel Servizio Sanitario Nazionale, promuovendo incentivi di carriera, soluzioni per la gestione dell’Intelligenza Artificiale nel settore e modifiche al codice penale per la responsabilità professionale. Questa riforma riguarderà anche il ruolo di Chimici e Fisici sempre più inseriti nelle Professioni sanitarie. Abbiamo dunque chiesto maggiori chiarimenti alla presidente della nostra Federazione, la dottoressa Nausicaa Orlandi.
Qual è la posizione della FNCF riguardo all’istituzione di scuole di specializzazione per i Chimici nel contesto del DDL di riforma delle professioni sanitarie, e quali azioni sono state intraprese in tal senso?
«L’istituzione delle scuole di specializzazione per i Chimici è un traguardo che come Federazione abbiamo sollecitato da anni – spiega Orlandi -, con richieste formali al Ministero della Salute e al MUR già nel 2021 e nel 2022. Abbiamo chiesto, in particolare, l’attivazione della Scuola di Chimica Analitica della Salute e la trasformazione della Scuola in Valutazione e Gestione del Rischio Chimico in una vera specializzazione sanitaria triennale. Nonostante gli iter si siano arenati, abbiamo continuato a insistere e finalmente vediamo un’apertura chiara nella bozza di legge. I benefici saranno evidenti: percorsi formativi strutturati, accesso qualificato dei giovani al SSN, ricambio generazionale e valorizzazione di competenze essenziali per la salute pubblica. Inoltre, chiediamo che i Chimici possano accedere anche alle scuole di Igiene pubblica a indirizzo ambientale, perché la nostra professionalità ha un ruolo cruciale nella prevenzione e nella tutela dell’ambiente come determinante di salute. La Federazione continuerà a collaborare con Ministeri e Università e a vigilare affinché queste scuole diventino realtà operative, con risorse adeguate e tempi certi».
Quali sono le principali criticità che si riscontrano nel Servizio Sanitario Nazionale per quanto riguarda il personale e il turnover, e quali misure si ritengono indispensabili per affrontare queste sfide?
«Gli incentivi e le misure per contrastare la carenza di personale e rendere più attrattivo il SSN sono fondamentali non solo per i Chimici, ma anche per i Fisici. Un problema che denunciamo da tempo è la mancanza di turnover: molti Chimici vanno in pensione e non vengono sostituiti, con la conseguenza che le specificità e le competenze della nostra professione rischiano di scomparire dagli organici. Questo comporta una perdita grave anche per la popolazione, perché la competenza chimica è essenziale in campi come la prevenzione, la disinfezione, la diagnostica, la tossicologia e la preparazione e ricerca di radiofarmaci, ambiti in cui il contributo del chimico sanitario è insostituibile».
«Per i Fisici la situazione è analoga – continua la Presidente – in diversi settori non sono sufficienti rispetto alle necessità, con ricadute sulla sicurezza delle tecnologie, sulla radioprotezione e sulla qualità delle prestazioni sanitarie. In sintesi: la domanda di competenze cresce, ma nel frattempo le risorse disponibili diminuiscono e i vincoli normativi che richiedono la validazione da parte del fisico aumentano. È indispensabile programmare in modo serio il fabbisogno di Chimici e Fisici, garantendo un ricambio generazionale effettivo e valorizzando i percorsi di carriera per entrambe le professioni».
Considerato anche l’avvento delle Intelligenze Artificiali, quali sono le implicazioni per la formazione di Chimici e Fisici per il loro coinvolgimento nei processi decisionali?
«L’innovazione tecnologica sta trasformando il profilo professionale sia dei Chimici che dei Fisici. L’articolo 4 del disegno di legge, che introduce la governance dell’Intelligenza Artificiale e il sistema di certificazione delle competenze, va nella giusta direzione. Per i Chimici significa valorizzare la capacità di analisi di dati clinici e ambientali, la validazione dei processi e la gestione del rischio chimico. Per i Fisici significa garantire la qualità e la sicurezza delle apparecchiature, l’integrazione dell’IA in diagnostica e radioterapia e la validazione dei modelli predittivi e la gestione dei big data. Entrambe le professioni devono essere coinvolte nei tavoli decisionali, perché la loro formazione scientifica le rende garanti della qualità dei dati e della sicurezza tecnologica. Ciò richiederà anche percorsi formativi più interdisciplinari, con competenze digitali e capacità di integrare nuove tecnologie nel lavoro quotidiano».
Qual è la critica principale che la Federazione solleva riguardo alla definizione e all’aggiornamento delle competenze dei Chimici e dei Fisici, e quali aspettative ripone nel DDL per risolvere questa problematica annosa, anche in riferimento alla Legge 3/2018?
«Con questo Disegno di legge delega ci auguriamo si possa finalmente superare una criticità che dura da anni: la mancata definizione e l’aggiornamento delle competenze professionali. La legge 3/2018 prevedeva infatti di definire le competenze di tutte le professioni sanitarie, ma ad oggi quelle dei Fisici non sono mai state stabilite e quelle dei Chimici non sono state aggiornate, nonostante i profondi cambiamenti nella pratica professionale».
«Una professione sanitaria non può rimanere senza competenze chiaramente riconosciute – aggiunge Orlandi – sono la base per la formazione, per l’abilitazione, per la programmazione dei fabbisogni e per il corretto inquadramento nel Servizio Sanitario Nazionale. La Federazione auspica quindi che, nell’attuazione dell’articolo del DDL, si colmi questo ritardo e si definiscano in modo puntuale le competenze di Chimici e Fisici».
Come la valorizzazione degli Ordini come organi sussidiari dello Stato, prevista dal DDL, rafforza la centralità e il ruolo della Federazione Nazionale dei Chimici e dei Fisici?
«La valorizzazione degli Ordini come organi sussidiari dello Stato rafforza la centralità della FNCF – conclude la Presidente -. Significa poter ampliare il nostro ruolo non solo nella disciplina deontologica, ma anche nella certificazione delle competenze, nella formazione continua e nella definizione delle politiche sanitarie. Per i Chimici e Fisici si tratta di un rafforzamento del nostro contributo alla tutela della salute pubblica, in coerenza con la missione di servizio degli Ordini professionali».