È in cantiere da parte del Governo un Disegno di legge delega che dovrebbe riformare ampiamente gli ordinamenti professionali, incidendo dunque anche sul ruolo di Chimici e Fisici, specialmente nel loro impiego a supporto delle professioni sanitarie, al fine di rafforzare il Servizio Sanitario Nazionale. Così il legislatore adeguerà le normative alla realtà contemporanea.
Questa riforma mira a valorizzare il ruolo economico e sociale delle professioni. Si vuole difendere l’indipendenza e il titolo riservato agli iscritti, portando a introdurre specializzazioni solo su richiesta esplicita. Il provvedimento intende inoltre riorganizzare i controlli sugli Ordini, applicare le norme del pubblico impiego ai loro dipendenti e snellire le nomine dei Consigli di disciplina. Prevede, dunque, l’obbligo di una polizza assicurativa per i professionisti, incoraggiando convenzioni collettive, e garantisce un equo compenso calibrato su qualità e caratteristiche delle prestazioni professionali.
Contemporaneamente, il Governo è delegato ad adottare, entro il 31 dicembre 2026, decreti legislativi specifici per le professioni sanitarie. Sì intende in special modo contrastare la carenza di personale e la disomogeneità nella distribuzione dei professionisti, anche tramite il ricorso a forme di lavoro flessibile per gli specializzandi. Prevede incentivi per lo sviluppo di carriera e misure per il personale che opera in condizioni di lavoro difficili o in aree disagiate, cercando di favorirne il mantenimento in servizio. Altri obiettivi includono la razionalizzazione delle attività amministrative per ottimizzare i tempi di lavoro e la garanzia della sicurezza dei professionisti. La legge promuove anche meccanismi premiali legati alla valutazione della performance, inclusi indicatori per la riduzione delle liste d’attesa, e soluzioni per una metodologia comune di pianificazione del numero di specializzandi.
Lo sviluppo delle competenze professionali rappresenta un altro pilastro di questa delega. In quest’ottica il Governo si propone di aggiornare le competenze in relazione all’evoluzione dei bisogni di salute e delle nuove tecnologie. Introdurrà un Sistema nazionale di certificazione delle competenze specifico per il settore sanitario, valorizzando l’esperienza acquisita dai professionisti. Cruciale è la definizione di una strategia per la governance dell’Intelligenza Artificiale nel settore sanitario, che ne garantisca l’utilizzo nel rispetto del regolamento (UE) 2024/1689. Saranno inoltre aggiornati i criteri per la formazione manageriale e gli obiettivi della formazione continua in medicina.
Il DDL modifica inoltre il codice penale, stabilendo che se il professionista sanitario si attiene alle linee guida o alle buone pratiche clinico-assistenziali adeguate al caso concreto, è punibile solo per colpa grave. Ne va dunque accertata l’eventuale scarsità di risorse umane e materiali. Queste iniziative legislative sottolineano la necessità di neutralità finanziaria, coi decreti legislativi che dovranno essere corredati da una relazione tecnica, in modo da attestare l’assenza di nuovi oneri e indicare i mezzi di copertura. L’attuazione delle deleghe non deve comunque gravare sulla finanza pubblica. Le amministrazioni provvederanno dunque con le risorse umane, finanziarie e strumentali già in dotazione.