Riordino dei biologi: il Consiglio dei Ministri salva le competenze di Chimici e Fisici
Il Consiglio dei Ministri ha approvato in esame definitivo il regolamento di riordino della professione di biologo. Il provvedimento, che il Ministro dell’Università e della Ricerca Anna Maria Bernini ha presentato all’esecutivo, recepisce i pareri del Consiglio di Stato e delle Commissioni parlamentari. La nostra Federazione esprime viva soddisfazione per la stesura finale del testo, che chiarisce il pieno rispetto delle attribuzioni e delle competenze riservate alle altre categorie professionali.
La formulazione approvata mantiene al centro la formazione universitaria specialistica di chimici e fisici, riaffermando il legame virtuoso tra preparazione accademica, abilità sul campo e responsabilità dirette verso la collettività. La svolta decisiva deriva dall’inserimento del nuovo comma 3 all’articolo 31. La norma stabilisce che l’elenco delle attività attribuisce un valore puramente ricognitivo alle mansioni già riconosciute ai biologi. I biologi dovranno quindi svolgere tali compiti dal punto di vista biologico, considerando i contesti di interdisciplinarità e la concorrenza parziale tra i settori, senza intaccare le prerogative che le leggi vigenti assegnano alle altre professioni.
«La formazione universitaria specialistica resta il fondamento delle competenze e responsabilità professionali. Grazie alle istituzioni e a quanti hanno sostenuto questo percorso – spiega la nostra presidente Nausicaa Orlandi -. Le competenze professionali hanno il loro fondamento nella formazione universitaria, nella preparazione specialistica e nella capacità di assumersi la responsabilità delle proprie valutazioni. Per questo abbiamo chiesto con determinazione che il riordino rendesse esplicito il rispetto delle specificità di ciascuna professione. Il testo approvato rappresenta un passaggio importante in questa direzione: preserva e conferma il valore della formazione universitaria di chimici e fisici, le loro competenze e contribuisce a dare maggiore certezza ai cittadini, alle istituzioni e a chi si avvale delle nostre prestazioni».
La dottoressa Orlandi sottolinea inoltre che l’azione istituzionale ha risposto con fermezza all’esigenza di distinguere le specificità delle varie categorie. Il testo approvato tutela il valore dei titoli accademici di chimici e fisici, offrendo maggiori certezze ai cittadini, agli enti pubblici e alle imprese che richiedono prestazioni scientifiche.
Il lavoro della Federazione per raggiungere l’intesa
Per raggiungere questo risultato, la FNCF ha condotto un lavoro capillare lungo tutto il percorso normativo. I rappresentanti della categoria hanno presentato osservazioni puntuali, proposte di modifica e memorie tecnico-giuridiche, dialogando costantemente con i Ministeri competenti, il Consiglio superiore di sanità, il Consiglio di Stato e i rappresentanti del Parlamento. La Federazione ha affiancato la propria azione a quella di altre grandi organizzazioni del settore sanitario, tra cui FNOMCeO, FNOVI e FNO TSRM e PSTRP, trovando al contempo il convinto supporto della Società Chimica Italiana e della Società Italiana di Fisica.
Secondo la visione della FNCF, la chiara perimetrazione dei ruoli costituisce una garanzia indispensabile per la qualità e la sicurezza dei servizi. Le analisi, le perizie e le certificazioni che incidono sulla tutela della salute, sull’ambiente, sulla sicurezza dei lavoratori e sulla filiera agroalimentare richiedono conoscenze specialistiche e responsabilità ben identificabili. In questo quadro, la collaborazione tra discipline differenti trova proprio nella solidità delle singole competenze il presupposto per risolvere problemi complessi.
A chiusura del percorso, la Federazione esprime gratitudine verso il Governo, il Ministero dell’Università, il Ministero della Salute, gli Ordini territoriali e tutte le istituzioni che hanno accolto le osservazioni della Federazione. Riconoscere l’identità formativa di chimici e fisici significa valorizzare il contributo che questi professionisti offrono quotidianamente alla prevenzione, alla tutela ambientale e all’innovazione. La FNCF proseguirà il proprio impegno affinché il nuovo regolamento trovi una puntuale e rigorosa applicazione in ogni contesto operativo.