Il dottor Fabrizio Demattè, chimico libero professionista, consulente e formatore esperto nell’uso sicuro delle sostanze chimiche, ha ricoperto il ruolo di consigliere per l’Ordine Regionale dei Chimici e Fisici del Trentino Alto Adige per diciassette anni. Inoltre ha collaborato con HPA per sviluppare WISE Chemical, un’innovativa soluzione verticale che sfrutta l’Intelligenza Artificiale Generativa. Questo strumento supporta i professionisti che gestiscono la documentazione tecnica nel settore chimico e automatizza la complessa verifica delle Schede Dati di Sicurezza. Abbiamo contattato il dottor Demattè per saperne di più.
Come descriverebbe WISE Chemical a chi non conosce il prodotto e quale ruolo preciso gioca l’Intelligenza Artificiale Generativa in questo software?
«WISE Chemical è uno strumento per automatizzare lunghe e tediose operazioni manuali nella verifica delle Schede Dati di Sicurezza. L’intelligenza artificiale permette di estrarre, da documenti redatti in forme molto diversificate, le sostanze presenti nel prodotto chimico con tutte le informazioni necessarie per la loro identificazione e classificazione. L’identificazione certa delle sostanze avviene tramite l’incrocio delle informazioni estratte con il database ECHA. Anche le classificazioni proposte dal fornitore possono essere verificate confrontandole con quelle pubblicate nel sito dell’Agenzia Europea delle Sostanze Chimiche».
«L’uso di LLM permette di attribuire valore semantico ai contenuti delle schede e di confrontare le sezioni dello stesso documento per mettere in risalto contraddizioni di significato. Istruendo l’AI generativa sugli standard obbligatori per legge riguardanti il formato delle SDS e l’identificazione e classificazione delle sostanze, si riesce a intercettare un gran numero di ambiguità ed errori nel cuore stesso del documento».
«La standardizzazione della verifica consente di applicare un criterio uniforme a tutte le SDS di diversi fornitori, con il calcolo di un indice di rischio del documento. Lo strumento non è perfetto e attualmente possiede la preparazione di una nuova risorsa in formazione, ma il suo utilizzo permette una rapida evoluzione nella “comprensione” e nell’individuazione degli errori valutativi».
Il sistema analizza le Schede Dati di Sicurezza (SDS) in pochissimi minuti. In che modo l’algoritmo esamina e normalizza le informazioni chiave?
«Il prompt eseguito dal LLM impone di esaminare sezione per sezione e confrontare quanto scritto con il senso del dettame normativo. Un aspetto molto delicato e centrale riguarda l’estrazione dei dati relativi alle sostanze contenute: vengono resi disponibili dati estremamente utili per un approccio sostanza-centrico».
Il vostro team ha aggiunto una nuova funzione che estrae automaticamente dati, come le indicazioni di pericolo, le tabelle dei componenti e i limiti di esposizione. Come fa il sistema a rendere queste informazioni pronte per i flussi di lavoro o per i gestionali in uso nelle aziende?
«La funzione di estrazione è sorprendente e solleva i professionisti da onerose ore di lavoro prive di valore aggiunto, automatizzando l’estrazione dei dati centrali. In collaborazione con HPA è stato sviluppato un sistema che pone al centro l’identificazione del prodotto, i pericoli secondo il regolamento CLP, i valori TLV/DNEL e, soprattutto, le sostanze contenute nel prodotto chimico. Il risultato dell’estrazione è un file JSON, il formato attraverso cui vari applicativi possono comunicare tra loro. Visualizzabile dagli utenti tramite un’interfaccia web, e scaricabile anche in formato Excel, è pronto per procedere agli ulteriori passaggi nella gestione dei prodotti chimici che transitano nell’organizzazione».
Il progetto europeo REF-11 ha evidenziato errori frequenti nelle schede di sicurezza aziendali, in particolare nell’identificazione delle sostanze e negli scenari di esposizione. Come agisce WISE Chemical per risolvere queste criticità?
«Il dato è preoccupante: metà dei documenti SDS in Italia risulta non conforme, contro il 35% in Europa. La soluzione è scritta nell’articolo 34 del regolamento REACH, ovvero la lettura critica della SDS. Si tratta di un lavoro complesso, tedioso, molto costoso in termini di tempo e poco valorizzato dal sistema produttivo italiano. WISE Chemical elabora gran parte dei contenuti in pochi minuti, senza sosta, su centinaia di schede. Un’operazione che non richiede il coinvolgimento diretto di un professionista in prima battuta, ma che può essere condotta, ad esempio, dall’ufficio acquisti di un’azienda o dall’Agenzia delle Dogane, senza gravare sul costo del personale. Al chimico professionista viene così offerta la possibilità di concentrarsi sui documenti più critici, individuando immediatamente le non conformità già ordinate per gravità».
«Il fornitore, leggendo le osservazioni, può prendere atto delle criticità e argomentare a sua volta. Nella maggior parte dei casi emette una nuova revisione della SDS che recepisce le criticità rilevate e comunica in modo più efficace le informazioni sul proprio prodotto chimico e sui suoi componenti. Si innesca in questo modo un circolo virtuoso, fondato su un’argomentazione puntuale, che permette di elevare il livello documentale sulle sostanze chimiche pericolose».
Alla fine del processo di elaborazione lo strumento genera un report completo sulle conformità. Quali elementi esatti include questo documento per aiutare a valutare la gravità dei problemi e prendere decisioni tempestive
«Partendo dallo sconfortante dato italiano emerso dal REF-11, l’utilizzo di un’automazione che verifichi la SDS permette di intercettare le non conformità più importanti e di redigere automaticamente una relazione che argomenta i dubbi emersi. Questo assolve all’obbligo previsto dall’articolo 34 del regolamento REACH ed è già pronto per essere inviato al fornitore».
«In primo luogo viene calcolato un RISKSCORE che esprime in percentuale il rischio che si incorre nell’utilizzare il documento esaminato così com’è. Fornendo un dettaglio minuzioso delle non conformità e dei dubbi rilevati dall’intelligenza artificiale, il report permette al professionista di approfondire le criticità più importanti. Il pieno controllo delle sostanze presenti nelle miscele consente di tornare a un approccio sostanza-centrico, che è caratteristica peculiare del lavoro del chimico. Conoscendo con esattezza l’identità delle sostanze è possibile incrociarle con le “liste nere”: restrizioni, autorizzazioni, SVHC, ma anche POP, PIC, interferenti endocrini e tutte le liste di sostanze sulle quali sono in corso studi o che porteranno in un futuro prossimo a nuove restrizioni».
«La qualità della Scheda Dati di Sicurezza è oggi un aspetto imprescindibile. Al pari della qualità del prodotto stesso, non è più ammissibile acquistare prodotti eccellenti dal punto di vista tecnico corredati di SDS scadenti. Questo aspetto deve entrare nelle specifiche di prodotto e quindi nella qualifica del fornitore. Una Scheda Dati di Sicurezza trascurata o palesemente errata rappresenta un rischio rilevante per l’organizzazione che la accetti senza contestarla: un rischio per la salute del lavoratore, per la tutela dell’ambiente, per la sicurezza dei prodotti della manifattura e per la reputazione stessa dell’organizzazione. Automatizzare questo processo rende possibile far emergere pericoli e rischi come mai era stato possibile prima».