Il Fentanyl e diversi suoi analoghi, fra i quali il 3-metilfentanil e l’alfa-metilfentanil, sono inseriti nella Tabella I delle Sostanze Stupefacenti di cui al D.P.R. n. 309/90. Il Fentanyl è anche riportato nella Tabella dei Medicinali Sez. A e nell’Allegato
III-bis tra i medicinali per la terapia del dolore severo, che usufruiscono delle modalità prescrittive semplificate. Il Fentanil e i suoi derivati vengono utilizzati sia in medicina sia in veterinaria (Cafentanyl).
Il Fentanyl è un analgesico anestetico che agisce principalmente sul recettore
μ-oppiaceo con una potenza almeno 80 volte superiore a quella della morfina; oltre alla sua azione analgesica provoca stordimento ed euforia, quest’ultima in maniera meno marcata rispetto all’eroina.
L’uso ripetuto porta al rapido sviluppo di dipendenza psichica, fisica e tollerance: non appena si interrompono le somministrazioni subentrano i sintomi tipici della crisi d’astinenza, come ad esempio sudorazione, ansia, diarrea, dolore alle ossa, crampi addominali, brividi o “pelle d’oca”.
Interazioni gravi si sviluppano quando si utilizza il Fentanyl unitamente ad eroina, cocaina, alcool ed altri deprimenti del Sistema Nervoso Centrale (SNC), come le benzodiazepine.
L’overdose comporta una depressione respiratoria che può regredire con la somministrazione di naloxone. Può anche subentrare una morte improvvisa per arresto cardiaco o grave reazione anafilattica.
Sono sufficienti 2 mg di Fentanyl per causare effetti letali.
In Europa e negli Stati Uniti si è registrato un numero significativo di morti a seguito dell’assunzione di derivati del Fentanyl sintetizzati o “creati” illecitamente, chiamati a volte “derivati del Fentanyl non farmaceutici”.
La sua molecola ed i suoi derivati non farmaceutici altamente potenziati, quale il 3-metilfentanil o l’alfa-metilfentanil, sono sintetizzati illecitamente e venduti come “eroina sintetica” o mescolati con eroina.
Il Fentanyl ed i suoi sali compaiono in forma di polveri bianche granulari o cristalline, ma possono anche presentarsi sul mercato clandestino come polvere impalpabile di colore giallo, chiamata in gergo “Persiano Bianco” (contenente 3-metilfentanil) e, a volte, come “trip di carta” (sottili pezzi di cartoncino impregnati di Fentanyl).
La polvere di Fentanyl viene anche fumata o assunta per via intranasale (sniffati).
Il Fentanyl sul mercato illecito arriva attraverso due vie: la prima riguarda medicinali ottenuti da eccessiva o inappropriata prescrizione da parte dei medici, furti alle farmacie, rifiuti ospedalieri o unità geriatriche (cerotti già usati contengono ancora 28% – 84% della dose iniziale che può avere ancora effetto e soprattutto essere letale), la seconda è legata alla produzione in laboratori clandestini.
Il Fentanyl viene venduto anche in compresse contraffatte di antidolorifici contenenti Idrocodone, Paracetamolo, Ossicodone e Xanax (una benzodiazepina).
Nei laboratori clandestini, per incrementare la potenza della sostanza illecita mantenendo bassi i costi, si mescola Eroina con Fentanyl, ottenendo “fake heroin”, con conseguente aumento dei casi di overdose.
Ad oggi molti composti sono disponibili nel darkweb, che presenta dei contenuti internet non accessibili ai tradizionali motori di ricerca e richiede specifici software e configurazioni per averne l’accesso, consentendo una scarsa tracciabilità sia dei venditori che degli acquirenti. Attraverso questa via di comunicazione le sostanze illecite possono essere vendute e acquistate con criptovalute.
Infine, va considerato che il Fentanyl è un prodotto molto vantaggioso per il mercato illecito poiché consente, in virtù della sua potenza, di produrre dosi efficaci con piccole quantità di sostanza e risulta quindi facilmente trasportabile e occultabile, permettendo la spedizione tramite servizi di corriere e posta espressa.

 

Prof. Veniero Gambaro
Dott.ssa Valentina Meda