Il Parlamento Europeo dà il via libera definitivo alla direttiva sulle sostanze pericolose nei luoghi di lavoro. La norma fissa limiti più severi per il cobalto, i fumi di saldatura e gli idrocarburi aromaci, puntando a evitare oltre ventimila malattie nei prossimi quarant’anni.

Il Parlamento Europeo ha approvato in via definitiva, durante la sessione plenaria di Strasburgo, l’accordo finale sulle nuove regole comunitarie per la tutela dei lavoratori dall’esposizione a sostanze chimiche pericolose. L’aula ha espresso 499 voti favorevoli, 49 contrari e 104 astensioni, confermando l’intesa che i negoziatori delle istituzioni europee avevano raggiunto nel trilogo. La normativa intende prevenire l’insorgenza di patologie gravi come il cancro o l’asma, concedendo agli Stati membri un periodo di due anni dall’entrata in vigore per recepire il testo nei rispettivi ordinamenti nazionali, oltre a prevedere finestre transitorie più ampie per specifici valori limite.

I tumori rappresentano oggi la principale causa di morte legata all’attività professionale nell’Unione Europea. Secondo quanto riporta la nota preparatoria alla plenaria di ottobre, gli studi indicano infatti che circa 80.000 persone perdono la vita ogni anno a causa dell’esposizione quotidiana ad agenti cancerogeni sui luoghi di lavoro. Per affrontare questo rischio, la sesta revisione della direttiva sulle sostanze cancerogene, mutagene e tossiche per la riproduzione (CMRD) aggiorna la legislazione europea in materia di salute e sicurezza, collocandosi all’interno del piano strategico comunitario 2021-2027. Secondo le stime diffuse dall’eurocamera, l’adozione di questi parametri eviterà circa 1.700 casi di tumore ai polmoni e altre 19.000 patologie nell’arco dei prossimi quarant’anni.

La proposta presentata dalla Commissione Europea nel luglio 2025 prendeva in considerazione le condizioni lavorative di oltre 2,6 milioni di dipendenti nell’UE. Il testo fissa valori limite d’esposizione maggiormente restrittivi per il cobalto e i suoi composti inorganici, per gli idrocarburi policiclici aromatici (IPA) e per il 1,4-diossano, affiancando a quest’ultimo anche un parametro di controllo biologico. Le tutele comunitarie comprendono ora anche le lavorazioni che comportano il contatto con i fumi di saldatura contenenti sostanze nocive, inseriti ufficialmente nell’Allegato I della direttiva.

L’intesa definitiva concretizza il lavoro svolto dal Parlamento Europeo e dal Consiglio, dopo la bozza d’accordo siglata a giugno 2026 e l’approvazione in commissione occupazione avvenuta a settembre con 42 voti a favore, 2 contrari e 10 astensioni. I co-legislatori hanno aggiunto un valore limite specifico per l’isoprene, sostanza che la Commissione non aveva inserito nella formulazione iniziale poiché i livelli riscontrati nei siti produttivi rientravano già nei parametri della chimica europea. Il testo finale estende da sei a sette anni il periodo di transizione per gli IPA a beneficio dei produttori di carbonio e grafite, introducendo contemporaneamente prescrizioni più stringenti sull’impiego dei dispositivi di protezione individuale.