Roma, 3° agosto 2026

A seguito della pubblicazione del Decreto Ministeriale n. 987 del 31 luglio 2026 — con cui il MUR ha ripartito 1.520 borse di studio statali per le scuole di specializzazione di area sanitaria non medica per l’A.A. 2025/2026, assegnandone 57 alla Fisica Medica — la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF) prosegue la propria analisi sull’impatto della misura.

Pur accogliendo con favore il provvedimento come un importante passo avanti nell’incremento dei contratti di formazione specialistica, la Federazione rileva come restino ancora aperti diversi nodi critici legati al fabbisogno complessivo di professionisti e al completamento del quadro normativo. Per approfondire la portata del decreto e le prospettive dei percorsi formativi, la FNCF ha chiesto un parere alla Prof.ssa Valentina Venuti, Presidente della Conferenza Nazionale dei Direttori delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica (CONDIR).

La Prof.ssa Venuti ha espresso la seguente valutazione:

«Il Decreto Ministeriale n. 987 del 31 luglio 2026, a firma del Ministro dell’Università e della Ricerca, relativo alla ripartizione, per l’anno accademico 2025/2026, di 1520 borse per le scuole di specializzazione di area sanitaria riservate ai laureati non medici, di cui 57 alle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica, atteso da mesi e risultato di un continuo, sinergico e proficuo confronto pluriennale tra università, società scientifiche, federazioni professionali ed istituzioni politiche e sindacali, rappresenta certamente una svolta epocale, seppur ancora sicuramente perfettibile, che restituisce dignità al percorso accademico di formazione post-laurea delle Scuole di Specializzazione in Fisica Medica, l’unico, ai sensi del Decreto del Ministero della Salute del 23 marzo 2018, cui venga riconosciuta l’acquisizione dell’elevata professionalità necessaria per l’accesso al ruolo dirigenziale nel Servizio Sanitario Nazionale.

Sebbene il numero previsto di posti disponibili, coperti con borse statali, non sia sufficiente a colmare neanche la metà del fabbisogno di futuri professionisti fisici medici che il Servizio Sanitario Nazionale prepotentemente reclama, né tantomeno della capacità formativa delle 16 Scuole di Specializzazione in Fisica Medica distribuite nell’intero panorama nazionale, che, è bene ribadire, negli ultimi tre anni accademici hanno raddoppiato il numero di immatricolati, è tuttavia evidente come il suddetto decreto rappresenti finalmente un segno concreto e tangibile di progressivo allineamento della normativa relativa agli specializzandi in fisica medica, ed in generale ai futuri professionisti di area sanitaria non medica, con quella già in essere per i medici.

Il traguardo da raggiungere, l’equiparazione, per quanto possibile, del trattamento economico e contrattuale degli specializzandi fisici a quello dei medici, nell’ottica di un pieno riconoscimento del percorso formativo e professionale della figura del fisico medico, appare, finalmente, all’orizzonte, restituendoci le forze per sollecitare, ancora e con veemenza, in tutte le sedi preposte, l’attuazione degli interventi normativi volti a definire il percorso di accreditamento delle nostre scuole, ad oggi non ancora a compimento.

Auspichiamo quindi un celere trasferimento agli Atenei dei fondi previsti, che permetta l’avvio dell’anno accademico 2025/2026 per le nostre scuole, soddisfacendo le legittime aspettative dei candidati risultati in posizione utile nelle graduatorie dei bandi di ammissione già espletati da mesi dai singoli Atenei, e colmando almeno in parte l’enorme ritardo accumulato nell’iter formativo, che rischia di tradursi in una pericolosa riduzione del numero di professionisti sanitari disponibili nei prossimi anni, con conseguenti ritardi e disservizi nelle prestazioni, ed aumento dei rischi per pazienti e operatori».

 Le argomentazioni della Prof.ssa Venuti evidenziano la necessità prioritaria di superare le criticità legate ai ritardi procedurali e alla limitata copertura dei reali fabbisogni professionali rispetto alla domanda delle strutture sanitarie.

La FNCF sostiene con determinazione la richiesta di una rapida erogazione dei fondi agli Atenei per garantire l’avvio tempestivo dell’anno accademico 2025/2026 e sbloccare le graduatorie. La Federazione continuerà a promuovere ogni iniziativa utile presso i Ministeri competenti affinché si giunga a una definizione compiuta dell’accreditamento delle Scuole e a un pieno riconoscimento economico e contrattuale della formazione specialistica non medica, indispensabile per l’efficienza e la sicurezza dell’intero Servizio Sanitario Nazionale.