Nell’ambito delle problematiche ambientali il tema dei rifiuti ha un ruolo cardinale, innegabilmente. L’apporto della Scienza nella soluzione di svariate problematiche che riguardano la gestione dei rifiuti, nell’intero processo che parte dalla produzione sino allo smaltimento, è anch’esso fondamentale.
La professionalità del Fisico trova diverse applicazioni nel settore dei rifiuti e tra queste anche nella gestione di una particolare categoria di rifiuti, ovvero i rifiuti radioattivi.
Partendo dalla definizione, per rifiuto radioattivo si intende qualsiasi materiale radioattivo in fase gassosa, liquida o solida che sia regolamentato in quanto tale in base alle sue caratteristiche fisiche e soprattutto dalla quantità di radiazione emessa. Il decreto legislativo 101/2020, di cui abbiamo già altre volte parlato, stabilisce i cosiddetti livelli di allontanamento, ovvero valori soglia, al di sopra dei i quali un rifiuto viene classificato come radioattivo. I rifiuti radioattivi provengono da pratiche che utilizzano sorgenti radioattive a scopo medico, industriale e di ricerca, da residui di materiali naturalmente radioattivi, da sorgenti “orfane” smaltite illecitamente e in buona parte anche dalla passata produzione di energia elettrica da fonte nucleare.
L’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione (ISIN) pubblica l’Inventario nazionale dei rifiuti radioattivi, un documento aggiornato annualmente che rendiconta i dati relativi a volumi, masse, caratteristiche fisiche, chimiche e radiologiche, caratteristiche dei contenitori e condizioni di stoccaggio dei rifiuti, comprendendo anche il combustibile esaurito e le sorgenti dismesse.
Sulla base dei dati al 31 dicembre 2019 (l’ultimo disponibile) forniti dagli operatori, il totale dei rifiuti radioattivi presenti nelle installazioni nucleari, inattive, è di circa 35 mila m3. Mentre la produzione annua stimata di rifiuti derivanti dalle applicazioni mediche e industriali è di circa 300 m3.
Chi si occupa di questi rifiuti?
Sogin è la società di Stato responsabile del decommisioning degli impianti degli impianti nucleari italiani e della gestione di tutti i rifiuti radioattivi. Interamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Sogin opera in base agli indirizzi strategici del Governo Italiano sulla base del principio fondamentale della protezione sanitaria della popolazione e dei lavoratori e della salvaguardia dell’ambiente a tutela delle generazioni future.

É chiaro che la questione non è di semplice soluzione, basti pensare che alcune tipologie di rifiuti radioattivi prevedono un decadimento a lungo termine, ben oltre l’aspettative di vita di intere generazioni. Molte sono le caratteristiche e le variabili da tenere in considerazione nell’individuazione di aree adatte allo stoccaggio definitivo di tali rifiuti, in primis, la morfologia geologica dei terreni e la sismicità del territorio.
A riguardo un lungo iter sta vedendo nascere in questi tempi il Deposito Nazionale, un’infrastruttura ambientale di superficie che permetterà di sistemare definitivamente in sicurezza i rifiuti radioattivi, oggi stoccati in depositi temporanei presenti nel Paese.
Il cantiere costerà 900 milioni. L’impianto sarà composto di novanta costruzioni in calcestruzzo armato, dette le celle, che a loro volta conterranno dei moduli in cemento, dove saranno collocati i contenitori di metallo con i rifiuti.
Al momento sono state individuate alcune zone del nostro Paese che rispettano i criteri necessari ma si attende, nella Primavera del 2022, l’approvazione definitiva per poi iniziare la cantierizzazione effettiva del progetto.

Affrontare tali tematiche alla ricerca delle soluzioni ottimali prevede una conoscenza profonda delle caratteristiche chimico-fisiche delle materie radioattive. La legislazione Europea, recepita in Italia con l’ultimo decreto (D.Lgs 101/2020) che norma la Radioprotezione, individua e investe molteplici figure professionali, tra cui il Fisico, della grande responsabilità che la gestione dei rifiuti radioattivi prevede.

 

 

Dott. Fis. Erica Martinucci
Referente Fisico per la Comunicazione della FNCF