Riportiamo di seguito l’intervento d’apertura della conferenza REACH OSH 2026: la sicurezza chimica nei luoghi di lavoro, che si stiene oggi  27 maggio 2026, dalle ore 9:00 alle 13:30, in occasione del 36° salone nazionale della salute e sicurezza nei luoghi di lavoro “Ambiente e lavoro 2026.

Buongiorno a tutte e a tutti,

porto con piacere il saluto della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici a questo importante Convegno Nazionale REACH-OSH 2026 – La sicurezza chimica nei luoghi di lavoro.

Desidero innanzitutto ringraziare gli organizzatori dell’iniziativa: la Regione Emilia-Romagna, l’Autorità Competente per la Sicurezza Chimica del Dipartimento di Sanità Pubblica dell’Azienda USL di Modena, INAIL, il Gruppo Tecnico Interregionale Salute e Sicurezza nei Luoghi di Lavoro, il Gruppo Tecnico Interregionale per la Sicurezza Chimica, i componenti del Comitato scientifico, i relatori e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione di questa giornata.

Un ringraziamento particolare desidero rivolgerlo al Dott. Celsino Govoni, per il lavoro scientifico, tecnico e organizzativo che da anni accompagna questi appuntamenti e per il contributo dato alla crescita della cultura della prevenzione del rischio chimico nei luoghi di lavoro.

Il tema di oggi è centrale per la nostra professione: la sicurezza chimica nei luoghi di lavoro. Non si tratta di un ambito puramente documentale o di un adempimento formale. Si tratta, al contrario, di uno spazio nel quale la competenza chimica diventa strumento concreto di prevenzione, di tutela della salute dei lavoratori e di corretta gestione delle responsabilità delle imprese.

L’applicazione dei Regolamenti REACH e CLP, in raccordo con il Titolo IX del D.Lgs. 81/08, richiede infatti una lettura integrata tra normativa di prodotto e normativa sociale. Le informazioni che circolano lungo la catena di approvvigionamento non devono restare dati astratti, ma devono tradursi in valutazioni del rischio corrette, in misure di prevenzione e protezione adeguate, in formazione efficace e in controllo reale delle condizioni di esposizione.

In questo quadro, la Scheda di Dati di Sicurezza assume un ruolo fondamentale. Non è un allegato da conservare in archivio, ma uno strumento tecnico essenziale. Dalla qualità, dalla completezza e dalla coerenza delle informazioni contenute nella SDS dipendono l’identificazione del pericolo, la valutazione dell’esposizione, la scelta dei dispositivi di protezione, la definizione delle procedure operative, la gestione delle emergenze e, più in generale, l’intero processo di valutazione del rischio chimico.

Come Chimici sappiamo bene che dietro una classificazione, dietro una frase H, dietro un valore limite, dietro uno scenario di esposizione o una misura di gestione del rischio non vi è solo un dato regolatorio, ma vi è una conoscenza scientifica che deve essere compresa, interpretata e applicata correttamente.

Per questo la Federazione ritiene essenziale riaffermare il ruolo della competenza chimica nei processi di prevenzione. La valutazione del rischio chimico non può essere ridotta a una procedura standardizzata. Richiede conoscenza delle sostanze e delle miscele, capacità di interpretare i dati tossicologici e chimico-fisici, consapevolezza delle interazioni tra REACH, CLP e D.Lgs. 81/08, padronanza delle metodiche di misurazione e capacità di valutare l’efficacia delle misure adottate.

La sequenza richiamata dal Convegno — pericolo, rischio, valutazione, informazione, formazione, misurazione, misure generali e specifiche di prevenzione e protezione — rappresenta il percorso corretto della prevenzione. Prima si identifica il pericolo, poi si valuta il rischio nelle condizioni reali di utilizzo, si misura quando necessario, si adottano misure tecniche, organizzative e procedurali, si informa e si forma chi opera concretamente nei luoghi di lavoro.

La misurazione, in particolare, ha un valore determinante. Misurare significa rendere verificabile il rischio. Significa passare da una valutazione presunta a una valutazione fondata su dati oggettivi, purché il dato sia ottenuto con criteri di qualità, con metodi adeguati e con una corretta interpretazione tecnica.

Allo stesso modo, l’informazione e la formazione non possono essere considerate un passaggio secondario. La sicurezza chimica richiede lavoratori consapevoli, datori di lavoro correttamente supportati, consulenti preparati, organi di vigilanza competenti e un dialogo costante tra istituzioni, professionisti, imprese e sistema della prevenzione.

È proprio in questo dialogo che la Federazione intende continuare a offrire il proprio contributo. I Chimici hanno un ruolo essenziale nella corretta lettura del pericolo, nella valutazione del rischio, nella gestione delle sostanze pericolose, nella redazione e verifica delle SDS, nell’interpretazione degli scenari di esposizione, nella definizione delle misure di prevenzione e nella tutela della salute nei luoghi di lavoro.

L’auspicio è che questa giornata rappresenti non solo un momento di aggiornamento tecnico, ma anche un’occasione per rafforzare un approccio condiviso, rigoroso e applicabile. Servono strumenti operativi chiari, criteri omogenei, linee guida efficaci e una maggiore consapevolezza della centralità della qualità del dato chimico in tutti i processi decisionali.

Concludo rinnovando il ringraziamento della Federazione agli organizzatori, al Comitato scientifico, ai relatori, ai partecipanti e, ancora una volta, al Dott. Celsino Govoni per l’impegno costante su questi temi.

La sicurezza chimica nei luoghi di lavoro è una responsabilità collettiva, ma è anche un ambito nel quale la competenza professionale del Chimico può e deve fare la differenza.

Grazie e buon lavoro a tutti.

dottoressa

Nausicaa Orlandi