Nell’ultimo decennio, la comparsa delle Nuove Sostanze Psicoattive sul mercato illecito delle sostanze stupefacenti ha rappresentato e rappresenta ancora oggi una seria minaccia per la salute pubblica. Si tratta di sostanze con attività psicotropa simile a quella delle comuni sostanze di abuso, ma più potenti ed estremamente pericolose. Queste sostanze “viaggiano” al limite tra legalità ed illegalità e la loro precoce identificazione e segnalazione rappresenta un’importantissima sfida per i tossicologi forensi e clinici.

Cosa si intende con “Nuove Sostanze Psicoattive”?

Con il termine nuove sostanze psicoattive (NPS dall’inglese Novel Psychoactive Substances) si fa riferimento ad un gruppo eterogeneo di molecole, prevalentemente di origine sintetica, che mimano l’azione delle comuni sostanze stupefacenti e sono caratterizzate da proprietà farmacologiche e tossicologiche estremamente insidiose per la salute dei consumatori.

In Italia, tutte le molecole con attività stupefacente e azione psicoattiva, inclusi i medicinali, sono catalogate in 5 tabelle ministeriali annesse alla normativa in materia di sostanze stupefacenti (Testo unico sugli stupefacenti DPR 309/90 e successive modifiche).

Le NPS, secondo le indicazioni della tossicologia forense, appartengono a particolari gruppi strutturali (cannabinoidi sintetici, catinoni sintetici, oppioidi, triptamine, piperazine, arilcicloesilammine e fenetilammine), ma si differenziano dalle molecole già presenti in queste tabelle per mirate modifiche molecolari in grado di conferire a questi analoghi di struttura una connotazione di completa autonomia dal punto di vista tossicologico e legale.

Dal punto di vista della legge, queste sostanze non possono essere considerate illegali fino a quando la loro struttura viene identificata e caratterizzata; solo a questo punto vengono inserite nelle tabelle delle Convenzioni internazionali e in quelle delle Leggi nazionali sugli stupefacenti.

Cosa c’è di “nuovo”?
Il termine “nuovo” non si riferisce necessariamente a sostanze completamente nuove, ma a principi attivi e molecole che solo recentemente sono diventate disponibili sul mercato illecito.

Dove si trovano?
Principalmente attraverso la rete internet, dove generalmente possono essere acquistate come “research chemicals” o prodotti “non destinati al consumo umano”, o attraverso la rete darknet, rete di accesso oscura che si raggiunge via internet attraverso specifici software, configurazioni e accessi autorizzativi.

Quali sono i rischi?
A differenza delle “tradizionali” droghe d’abuso (es. oppiacei, cocaina, cannabis, anfetamine), i cui aspetti farmaco-tossicologici sono noti da tempo grazie ad un’ampia gamma di studi scientifici internazionali, le informazioni sul meccanismo d’azione, sulla tossicità e sul potenziale d’abuso delle NPS sono ancora molto limitate e quello che spesso accade è che le proprietà farmacodinamiche e farmacocinetiche di queste sostanze vengano testate direttamente dai consumatori.

Inoltre, la purezza e la composizione dei prodotti contenenti NPS spesso non sono note, il che espone gli utilizzatori ad alto rischio, come evidenziato dai ricoveri ospedalieri di emergenza e dai decessi associati alle NPS, spesso inclusi casi di poliassunzione di sostanze.

Preoccupa, infatti, la crescente combinazione tra le droghe illecite “classiche” e le nuove sostanze psicoattive. Alcuni esempi includono l’adulterazione di prodotti a basso contenuto di THC con cannabinoidi sintetici (come l’esaidrocannabinolo, di recente introduzione sul mercato). Questo significa che gli utenti potrebbero essere inconsapevolmente esposti a sostanze estremamente più potenti di quelle che credono di assumere e che possono aumentare il rischio di overdose anche fatali.

Qual è l’entità della diffusione delle NPS?
Le NPS sono diventate un fenomeno globale con 141 paesi e territori di tutte le regioni del mondo che hanno segnalato una o più NPS. A novembre 2023, 1230 sostanze sono state segnalate all’Early Warning Advisory (EWA) dell’Ufficio delle Nazioni Unite contro la droga e il crimine (UNODC).

Cosa si può fare per limitare la circolazione di queste sostanze?
La Commissione Europea ha avviato iniziative di carattere normativo per rendere più efficace e tempestiva la tabellazione dei nuovi psicotropi non appena questi facciano la loro comparsa sul mercato illegale. Anche l’ordinamento nazionale si sta adoperando per contrastare efficacemente sul territorio questo nuovo tipo di minaccia attraverso l’adozione di un Piano d’Azione e potenziando le proiezioni operative del Sistema Nazionale di Allerta Precoce (SNAP). Molte di queste sostanze sono state inserite, a partire dal 2010, nell’elenco delle sostanze psicoattive illegali contenuto nelle tabelle ministeriali, quale primo imprescindibile passaggio per l’attivazione da parte delle Forze dell’Ordine e dell’Autorità Giudiziaria, di una concreta azione di contrasto e una altrettanto effettiva risposta sanzionatoria.

 

 

Dott.ssa Sara Casati
Ricercatrice in Chimica Farmaceutica
Laboratorio di Tossicologia Forense
Università degli Studi di Milano