L’Accademia Reale Svedese delle Scienze ha assegnato il Premio Nobel per la Chimica 2026 a Henri Kagan e Kenso Soai per le loro scoperte sugli effetti non lineari e dell’autocatalisi nella sintesi organica asimmetrica. I due scienziati hanno risolto un rompicapo scientifico secolare, svelando i meccanismi con cui le reazioni chimiche selezionano una specifica forma speculare.

Henri Kagan, novantacinquenne nato nel 1930 a Boulogne-Billancourt in Francia, lavora come professore emerito all’Université Paris-Saclay. Kenso Soai, nato nel 1950 a Hiroshima in Giappone, ha conseguito il dottorato nel 1979 all’Università di Tokyo e prosegue l’attività di ricerca come professore emerito alla Tokyo University of Science. Quando la telefonata da Stoccolma ha raggiunto Soai per comunicargli la notizia, lo scienziato stava facendo acquisti vicino a casa.

La struttura tridimensionale della materia

Molte molecole organiche possiedono la proprietà della chiralità: esistono in due forme speculari e non sovrapponibili chiamate enantiomeri, esattamente come la mano destra e la mano sinistra dell’uomo. Le due varianti possono produrre effetti del tutto diversi: un enantiomero della sostanza carvone emana un profumo di menta, mentre la sua immagine speculare ricorda l’aroma del carvi. Inoltre, in campo farmaceutico, una forma molecolare può agire come sedativo della tosse e la sua controparte speculare come antidolorifico. Gli organismi viventi mostrano un’omociralità biologica rigorosa, impiegando soltanto amminoacidi di tipo “sinistro” per le proteine e zuccheri di tipo “destro” per il DNA.

Per molto tempo la chimica ha ipotizzato una trasmissione lineare della chiralità, ritenendo che un catalizzatore parzialmente puro producesse un composto della medesima proporzione. Nel 1985 Kagan ha dimostrato invece l’esistenza degli effetti non lineari. La combinazione di due molecole chirali attorno a un centro metallico genera complessi omochirali ed eterochirali misti. Poiché il complesso misto reagisce con estrema lentezza, la reazione neutralizza la componente minoritaria e permette alla forma maggioritaria di guidare la sintesi, ottenendo un prodotto di purezza molto superiore rispetto al catalizzatore iniziale.

L’esperimento più bello della chimica organica

Sull’impatto straordinario di queste scoperte è intervenuto Peter Somfai, membro del Comitato Nobel per la chimica. «Questo è probabilmente l’esperimento più bello della chimica organica – ha spiegato Somfai -. Nel loro insieme, le scoperte rivoluzionarie di Henri Kagan e Kenso Soai hanno ridefinito la nostra comprensione della chiralità molecolare: come nasce, si amplifica e si trasmette».

Nel 1995 Kenso Soai ha compiuto un ulteriore balzo in avanti scoprendo l’autocatalisi asimmetrica, un processo in cui il prodotto chirale accelera la formazione di se stesso. Nella celebre reazione di Soai tra pirimidina-5-carbaldeide e diisopropilzinco, una presenza iniziale infinitesima di alcaniolo pirimidinico innesca un potente feedback positivo. Il sistema amplifica progressivamente l’enantiomero inizialmente maggioritario a ogni ciclo di reazione, passando da uno squilibrio iniziale di circa 0,00005% ee a oltre il 99,5% ee dopo tre cicli consecutivi di autocatalisi asimmetrica.

Questa straordinaria amplificazione, pari a 630.000 volte, realizza la sintesi asimmetrica assoluta. Anche partendo da reagenti privi di chiralità, le fluttuazioni stocastiche del sistema rompono la simmetria in modo spontaneo, dimostrando come da un piccolissimo evento casuale possa emergere la totale purezza molecolare. Le scoperte di Kagan e Soai offrono così alla chimica farmaceutica uno strumento essenziale e regalano alla scienza un modello affascinante per spiegare l’origine dell’omociralità biologica sulla Terra primitiva.