La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici sta approfondendo le ricadute tecniche e applicative dell’articolo 4-bis, recante “Misure per la sicurezza nelle piscine”, inserito nel disegno di legge di conversione del decreto-legge 26 giugno 2026, n. 108, approvato definitivamente dal Senato il 29 luglio 2026.

La disposizione stabilisce all’art.4-bis che, “nelle piscine pubbliche o private destinate a un’utenza pubblica, comprese quelle a uso collettivo, il sistema di ricircolo per la depurazione e, in particolare, le prese di aspirazione debbano impedire fenomeni vorticosi di aspirazione con effetto ventosa su qualsiasi parte del corpo dei bagnanti”. In caso di violazione è prevista la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.

La Federazione condivide la finalità di tutela della sicurezza dei bagnanti e, considerato il rilevante contributo professionale dei Chimici e dei Fisici nella progettazione, valutazione, gestione e controllo degli impianti natatori, ritiene essenziale che l’applicazione della norma poggi su criteri tecnici chiari, verificabili e uniformi.

La sicurezza dei bagnanti rappresenta una priorità assoluta. Proprio per rendere pienamente efficace la nuova disposizione, riteniamo indispensabile l’emanazione da parte dei Ministeri competenti di una circolare esplicativa sull’attuazione del provvedimento con indicazioni tecniche chiare, uniformi e proporzionate, capaci di prevenire interpretazioni difformi e difficoltà ingiustificate per gli operatori del settore.” — ha dichiarato la dott.ssa Nausicaa Orlandi Presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici.

La circolare esplicativa dovrebbe considerare la necessità di dare indicazioni chiare in particolare sui seguenti aspetti:

  • Ambito delle aspirazioni. Occorre chiarire se la disposizione riguardi soltanto le aspirazioni collegate al sistema di ricircolo per la depurazione – così come esplicitate all’art. 4-bis – oppure anche quelle asservite a giochi d’acqua, impianti idromassaggio, fontane, acquascivoli e sistemi analoghi.
  • Concetto di “messa in sicurezza”. A nostro parere, se una aspirazione risponde alla norma tecnica di riferimento in vigore al momento della sua realizzazione è sicura. Tuttavia considerando la vetustà di alcuni impianti, merita chiarire e definire quando un’aspirazione possa considerarsi “messa in sicurezza”, quale rilievo assumano le norme tecniche vigenti al momento della realizzazione e quali soluzioni possano attestare la sicurezza degli impianti non riconducibili a tali riferimenti.
  • Cosa si intende per chiusura immediata. Va chiarito se con chiusura immediate ci si riferisce all’intero impianto natatorio oppure il solo impianto tecnologico al quale siano collegate le aspirazioni ritenute non sicure, nel rispetto dei principi di proporzionalità e adeguatezza.
  • È opportuno identificare le autorità competenti, i criteri ispettivi e le procedure applicabili, così da garantire uniformità sul territorio nazionale.

L’analisi della Federazione Nazionale si avvale delle competenze presenti tra gli iscritti alla Federazione, incluse in particolare quelle della dott.ssa Rossana Prola, Fisico ed esperta del settore, impegnata in organismi tecnici nazionali, europei e internazionali dedicati alla normazione e alla sicurezza delle piscine, nonché presidente della Commissione Tecnica Impianti Sportivi (CT20) di UNI e coordinatore del TC402-WG2, gruppo di normazione europeo CEN sulle piscine domestiche. “bene

La finalità della norma è condivisibile – osserva la dott.ssa Rossana Prola – ma la sua concreta applicazione richiede definizioni tecniche puntuali. È necessario chiarire quali aspirazioni rientrino nel suo ambito, come debba essere attestata la messa in sicurezza, quali soggetti siano competenti per i controlli e quale sia l’effettiva estensione della chiusura prevista. Questi approfondimenti sono essenziali per garantire sicurezza reale e applicazioni omogenee, senza produrre conseguenze sproporzionate sugli impianti natatori.”

La Federazione proseguirà l’esame della disposizione, predisponendo eventuali circolari di riferimento interne, e valuterà le iniziative istituzionali più opportune  nell’interesse della sicurezza degli utenti, della chiarezza applicativa e della corretta valorizzazione delle competenze professionali coinvolte.