Si è chiuso venerdì scorso il 51° Congresso della Divisione di Chimica Fisica (Società Chimica Italiana). Un appuntamento che ha trasformato il capoluogo pugliese nel cuore della ricerca nazionale e internazionale su materia ed energia, richiamando esperti da ogni dove.

La spinta organizzativa e scientifica è arrivata da una sinergia tra la Società Chimica Italiana, il CNR, l’Università Aldo Moro e il Politecnico di Bari. Ma di cosa si è discusso davvero? Tutto ruotava attorno al manifesto di quest’anno: «Exploring Fundamentals, Driving Innovation, Advancing a Sustainable Future». In pratica, la sfida era capire come la chimica fisica possa rispondere in modo concreto all’emergenza sostenibilità, aiutandoci a decifrare meglio i sistemi naturali e artificiali.

La vera novità, però, è stata la scelta di non fare il solito convegno blindato per soli accademici affermati. Gli organizzatori hanno scommesso forte sul dialogo tra generazioni, regalando una platea vera a studenti e giovanissimi ricercatori. Sono stati proprio loro i protagonisti di questa edizione, presentando tantissimi progetti e trovando un terreno ideale per iniziare a fare rete e far nascere nuove collaborazioni.