L’Associazione Italiana di Fisica Medica e Sanitaria (AIFM) ha eletto come nuovo presidente per il biennio 2025-2027, il dottor Fabrizio Banci Buonamici. L’elezione si è svolta a Verona, in occasione del Congresso Nazionale dell’Associazione, avvenuto tra il 16 e 19 ottobre. L’evento ha registrato oltre 1000 presenze. Il nuovo presidente dirige la UOC Fisica Sanitaria presso l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Senese e insegna all’Università degli Studi di Siena come professore a contratto nelle specializzazioni in Radiodiagnostica e Radioterapia. L’AIFM rappresenta circa 1500 specialisti in Fisica Medica e svolge un ruolo attivo come *stakeholder* verso Ministeri e Organi di controllo. Fabrizio Banci Buonamici porta la sua visione e la sua esperienza per valorizzare la figura del Fisico Medico in un periodo di profonda trasformazione del settore. Abbiamo intervistato il nuovo Presidente per saperne di più.
Quali sono le priorità strategiche che intende perseguire durante la sua presidenza?
«La mia Presidenza avrà ovviamente una prima linea strategica obbligatoria, la difesa della nostra professione dai tentativi di assegnare parte rilevante delle nostre attribuzioni a figure professionali non sanitarie e non vigilate dal Ministero della Salute. Il Fisico Medico ha come “specialista” ha un ruolo preciso e codificato, a garanzia della sicurezza dei pazienti, ai quali garantisce che in ogni attività comportante esposizione a radiazioni ionizzanti la parte “dose” sia sotto il controllo di un professionista sanitario, iscritto ad un Ordine vigilato dal Ministero della Salute e formato specificatamente su questi temi. Ogni soluzione diversa ridurrebbe un atto sanitario assistenziale (quale e la valutazione della dose al paziente) ad un mero atto tecnico di controllo della funzionalità di un’apparecchiatura, diminuendo il livello di tutela oggi garantito ai nostri pazienti».
«Ovviamente una professione come la nostra, in continua evoluzione, non può e non deve limitarsi alla difesa delle attribuzioni esistenti, ma aprirsi a tutti i nuovi ambiti nei quali la formazione e le competenze del fisico medico possono fornire un contributo prezioso. Penso solo a due tematiche emerse prepotentemente dal nostro XIII Congresso Nazionale, il ruolo oramai direi pervasivo della Intelligenza Artificiale nella pratica sanitaria e le applicazioni delle tecniche quantistiche. Nel primo ambito, abbiamo sicuramente un importante ruolo da svolgere nel controllo di qualità sulle applicazioni mediche della IA, compito che già altre legislazioni affidano al fisico medico; il secondo ambito è più futuribile, ma la velocità dello sviluppo renderà queste applicazioni realtà in tempi non lunghissimi, ed è necessario che noi siamo pronti a svolgere un ruolo in queste applicazioni».
«In molti campi siamo già protagonisti: si pensi alla teragnostica, alla terapia con radioligandi, alle applicazioni avanzate dell’imaging radiologico, alle nuove tecniche radioterapiche. Si tratta di ambiti nei quali la nostra professionalità è accertata e riconosciuta, come provano anche i molti documenti pubblicati congiuntamente con le altre Società di Area radiologica e l’Istituto Superiore di Sanità; il progresso tecnologico renderà la figura del fisico medico sempre più necessaria».
«Non va dimenticato che i Fisici Sanitari sono in maggioranza Esperti di Radioprotezione, diffusi in maniera capillare nel paese, e che oltre a garantire la sicurezza nell’uso medico delle radiazioni ionizzanti possono fornire un consistente supporto, se richiesto, agli organi di controllo. Ritengo che i nostri professionisti rappresentino una risorsa importante nel caso in cui il paese intendesse entrare nel nucleare di ultima generazione, sia in termini di supporto operativo, sia in termini di supporto formativo/informativo. La presenza delle strutture di Fisica Sanitaria continua ad essere molto disomogenea sul territorio. È necessario battersi per la piena estensione degli standard previsti dal DM70 anche ove questi standard per le strutture di Fisica Sanitaria non siano rispettati».
In che modo la sua expertise nelle dinamiche clinico-scientifiche e nella radioprotezione influenzeranno l’approccio dell’AIFM rispetto alla qualità e alla sicurezza delle tecnologie sanitarie?
«Preferisco cominciare la risposta a questa domanda modificando il “suo expertise” in “la vostra expertise”; insieme a me i Soci hanno votato un Consiglio Direttivo di altissimo livello, un mix ben bilanciato di esperienza e giovinezza (uno dei nostri consiglieri fino alla elezione nel CD era addirittura il coordinatore di AIFM Giovani). Sono quindi certo che i colleghi del CD saranno perfettamente in grado di supportarmi nel delicato compito che ci aspetta».
«Non penso però che ci sia molto da modificare. Da sempre la attenzione di AIFM alla qualità e alla sicurezza delle tecnologie sanitarie è massima, la Fisica Medica è nata con la radioterapia, ove la attenzione alla sicurezza del paziente è il faro guida di ogni nostra attività. Abbiamo quindi direi un “imprinting” che ci consente di affermare che si può sempre migliorare e che la ricerca del miglioramento continuo è uno dei motori di crescita della professione, ma che sicuramente AIFM è già fortemente orientata nel senso da Lei descritto. Analoga considerazione si può sicuramente estendere alla radioprotezione, che sempre meno è separabile dalla attività sanitaria e nella quale da sempre siamo portatori e fautori di autentica cultura della sicurezza».
L’AIFM svolge un ruolo attivo di stakeholder nei confronti di ministeri e organi di controllo. Quali saranno le principali direttive della sua presidenza per intensificare e modellare efficacemente questo ruolo di interlocutore istituzionale?
«Questo è un punto fondamentale: il nostro ruolo di stakeholder verso i Ministeri, soprattutto Salute, Università e Ricerca e Lavoro, e verso gli organi di controllo (in primis l’Ispettorato Nazionale per la Sicurezza Nucleare e la Radioprotezione. Ma non vorrei dimenticare il sistema delle ARPA/APPA). Quello che noi possiamo fare è offrire la massima collaborazione a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti (radiazioni ionizzanti, radiazioni non ionizzanti, laser, IA ….) ed è mia intenzione fare si che AIFM possieda l’expertise necessario per essere un collaboratore affidabile in tutti i campi di nostra conoscenza. Naturalmente, spetta agli Enti dello Stato decidere se e come avvalersi della collaborazione della Associazione, ma da parte nostra la disponibilità sarà sempre massima».
Considerato il forte slancio associativo e l’alta partecipazione registrata, in che modo intende coinvolgere attivamente la base associativa di circa 1.500 soci nel progetto di rinnovamento e nella realizzazione degli obiettivi prefissati durante la sua guida?
«Il XIII Congresso Nazionale ha avuto un successo senza precedenti in termini di partecipazione (oltre 600 iscritti, 1000 giornate di presenza e 500 lavori presentati) e la vitalità della Associazione è dimostrata dall’elevato numero di candidature sia alla Presidenza che al Consiglio Direttivo. Ci tengo al riguardo a ringraziare tutti i colleghi che si sono candidati e il quasi 80% di soci che hanno preso parte alle votazioni».
«Nel Consiglio Direttivo abbiamo una rappresentanza di tutte le componenti di AIFM, compreso, per la prima volta dopo molti anni, quella della componente accademica. Ho inoltre notato con molto piacere il crescente interesse e l’entusiasmo del gruppo AIFM giovani e dei suoi rappresentanti eletti. Siamo quindi in grado di interpretare al meglio le sensibilità dei soci».
Il Presidente ci ha elencato alcune voci del suo programma o a cui ha pensato in questi mesi e che proporrà prossimamente ai suoi colleghi del Consiglio Direttivo:
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Adozione del sistema della “call tra i soci” per la partecipazione alle varie Commissioni e Comitati AIFM, a partire da Comitato Scientifico e Comitato per la Radioprotezione;
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Inserimento in ciascuna Commissione/Comitato almeno due soci selezionati all’interno di AIFM giovani, ovviamente in possesso di valide competenze;
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Distribuzione geograficamente più capillare degli eventi formativi, sempre nel rispetto dei vincoli di compatibilità economica dei quali una sana gestione della Associazione deve tener conto;
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Nuovo ruolo per i gruppi regionali, che vorrei partecipassero alle riunioni del Consiglio Direttivo come collegamento diretto tra le decisioni del Consiglio e le esigenze dei territori. Naturalmente i coordinatori regionali sono troppi per partecipare tutti, dovremo studiare una modalità per garantire comunque rappresentanza a tutte le voci presenti sul territorio
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Creazione di un gruppo di soci AIFM, auspicabilmente giovani, che si occupi di portare all’attenzione di tutti i soci le pubblicazioni da loro mensilmente ritenute più interessanti, non solo tra la letteratura scientifica ma anche tra i documenti IAEA, ICRP ed ICRU.
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Stimolo ai nostri giovani per il confronto e la collaborazione con i pari età delle altre associazioni scientifiche di area (SIRM, AINR, AINM, AIRO, AIRP, AIRM)
«Si tratta evidentemente di un programma ambizioso – continua il Presidente -, forse non tutto ci riuscirà, ma il solo modo per raggiungere risultati ambiziosi è quello di porseli».
L’AIFM ha tra i suoi compiti statutari quello di partecipare ad attività di collaborazione, formazione, studio e ricerca. In che modo la sua Presidenza intende sfruttare questo legame cruciale tra l’AIFM e il mondo accademico per investire e sostenere attivamente i futuri Specialisti in Fisica Medica?
«Sono note le moltissime criticità che in questo momento stanno vivendo le Scuole di Specializzazione in Fisica Medica, oggetto anche di una tavola rotonda al Congresso Nazionale con la presenza graditissima dell’Avvocato De Paola, del MUR. Quindi prima di parlare di cosa possiamo fare per i futuri specialisti vorrei parlare di cosa fare per gli attuali specializzandi, che come ha dimostrato il Congresso sono di altissimo livello scientifico e culturale e che scontano l’annoso problema della mancanza di adeguato finanziamento del loro percorso formativo e della mancanza allo stato della possibilità di iscriversi all’Ordine prima di aver terminato la Scuola di Specializzazione. Sono fiducioso nel fatto che, grazie al supporto costante che riceviamo dalla Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e Fisici e del mondo accademico, sarà possibile portare avanti un percorso che garantisca ai nostri specializzandi dignità analoga a quella garantita agli specializzandi medici. Siamo consapevoli delle difficoltà di bilancio e del differente ambito legislativo in cui ci muoviamo, ma non è certo possibile pensare che giovani in possesso di laurea magistrale possano sopravvivere tre anni con una borsa di studio di entità assolutamente non dignitosa».
«Per quanto riguarda gli specialisti, già ora molti fisici medici collaborano con le Università e gli enti di studio e ricerca (ISS, CNR, INFN, INMRI ….) ed hanno una rilevantissima pubblicazione scientifica. L’auspicio è che le porte del mondo accademico possano aprirsi anche a colleghi fisici medici provenienti dal mondo della professione ospedaliera che naturalmente siano ben motivati in tal senso ed abbiano una adeguata preparazione generale e produzione scientifica; ne abbiamo moltissimi, ma purtroppo spesso il passaggio viene reso difficile per motivi sicuramente validi, ma che ostacolano uno sbocco che molti apprezzerebbero».
«Voglio anche osservare che spesso per chi lavora nel Sevizio Sanitario Nazionale l’attività scientifica è resa difficile da un sistema di regole (ad esempio la richiesta di considerare gli interventi a corsi e congressi come attività non connessa ai compiti di istituto) che certo non favoriscono l’impegno nella ricerca, fermo restando che siamo consapevoli che il Servizio Sanitario Nazionale o comunque la Sanità in generale non hanno come scopo istituzionale la ricerca, ma l’assistenza. Anche in questo campo è opportuno lavorare per migliorare la situazione, un professionista che partecipa attivamente alla attività scientifica è un professionista formato ed aggiornato in grado di dare migliori risultati anche nella attività di routine».