Firenze ha accolto il futuro della tecnologia pura. Lo scorso primo aprile 2026 il Consiglio Nazionale delle Ricerche e l’Università di Firenze hanno tagliato il nastro di una struttura eccezionale al Campus Scientifico di Sesto Fiorentino. Parliamo di una nuovissima piattaforma dedicata al calcolo quantistico digitale. I fisici hanno puntato su una risorsa davvero peculiare e all’avanguardia: gli atomi neutri. I ricercatori hanno progettato l’intera architettura per renderla estremamente flessibile, così da accogliere agilmente centinaia di qubit nei prossimi anni.

Tutto questo prende vita grazie al lavoro dello Spoke 10 ‘Quantum Computing’ del Centro Nazionale ICSC e ai provvidenziali fondi del PNRR. Il Cnr-Ino e l’ateneo fiorentino hanno unito le forze lavorando in sinergia anche con il partenariato NQSTI. Gli scienziati hanno svelato i dettagli del progetto durante un evento battezzato, con un brillante gioco di parole, “Calqolare con gli atomi”. Questo nuovo laboratorio aggiunge un tassello fondamentale per la ricerca italiana e offre agli studiosi un ambiente ideale per forgiare i talenti di domani, spingendo sempre più in là i confini dell’informatica.

Come funziona il cuore di un calcolatore quantistico

I ricercatori costruiscono le unità di base dell’informazione, i famosi qubit, partendo proprio dagli atomi neutri. I tecnici raffreddano questi elementi fino a fargli sfiorare lo zero assoluto e successivamente li catturano manovrando dei laser precisissimi, che gli addetti ai lavori chiamano pinzette ottiche o “optical tweezers”. Oggi il centro fiorentino vanta già tutta la strumentazione per produrre gli atomi ultrafreddi e per bloccarli con la luce. Presto, il team azionerà altri laser per modificare direttamente lo stato quantistico delle singole particelle. I fisici genereranno interazioni molto specifiche sfruttando i cosiddetti stati di Rydberg. Questa strategia operativa permetterà ai ricercatori di costruire vere e proprie porte logiche a due qubit, garantendo enormi benefici per il controllo e per la crescita dell’intero sistema.

Gli esperti giudicano questo esordio tecnologico una svolta clamorosa. Il capoluogo toscano rappresenta infatti da molto tempo un punto di riferimento mondiale nel campo dell’ottica quantistica. Adesso gli sviluppatori possono connettere questa piattaforma direttamente in rete, aprendo di fatto le porte per l’ingresso dell’Italia nel futuro Quantum Internet Europeo. Francesco S. Cataliotti guida le attività quantistiche del Cnr legate al PNRR e insegna presso il Dipartimento di Fisica e Astronomia dell’Università di Firenze. Il professore considera il lancio un balzo decisivo per far fronte da protagonisti alle sfide dell’innovazione globale.

Sulla stessa lunghezza d’onda troviamo Debora Berti, Prorettrice alla Ricerca dell’ateneo toscano. La professoressa sottolinea la forza di questo polo, capace di raccordare strettamente il sapere accademico con il mondo delle imprese e di offrire opportunità immense ai giovani studiosi del territorio. Antonio Zoccoli presiede il Centro Nazionale ICSC e inquadra l’inaugurazione come una decisa accelerata verso la totale autonomia tecnologica del Paese. Il presidente evidenzia chiaramente un punto: queste nuove risorse consentiranno alla nostra comunità scientifica di testare componenti software e hardware innovativi, validando architetture di calcolo ibride ad altissima efficienza energetica e confermando così l’enorme impatto pratico delle strategie ministeriali.