La definizione delle competenze dei fisici e l’aggiornamento di quelle dei chimici attendono una risposta legislativa ormai dal 2018. Nausicaa Orlandi, presidente della nostra Federazione, ha portato questa istanza prioritaria dinanzi alla Commissione Affari sociali della Camera dei Deputati. L’audizione, svoltasi nell’ambito dell’esame del Disegno di legge AC 2700 sulla «Delega al Governo in materia di professioni sanitarie», rappresenta per la Federazione l’occasione decisiva per colmare un vuoto normativo che persiste da anni e completare l’iter avviato con la Legge 3/2018.
La Federazione, ente sussidiario dello Stato che rappresenta oltre 10mila iscritti tra chimici (81%) e fisici (19%), giudica favorevolmente l’impianto generale del provvedimento ma ritiene necessarie alcune integrazioni qualificanti. Sebbene la professione di chimico vanti una regolamentazione risalente al 1928, il riconoscimento come professione sanitaria e l’istituzione della figura del fisico nel 2018 richiedono ora un quadro normativo completo che valorizzi appieno il loro ruolo nella tutela della salute collettiva.
Al centro delle richieste della FNCF vi è la formazione specialistica
La Presidente Orlandi sottolinea l’urgenza di istituire una Scuola di Specializzazione specifica in Chimica sanitaria. Questo percorso permetterebbe di attuare un effettivo ricambio generazionale e garantirebbe ai chimici la possibilità di partecipare ai concorsi del Servizio Sanitario Nazionale, risolvendo le attuali criticità di accesso. La Federazione propone di modificare l’articolo 5 del disegno di legge per includere esplicitamente chimici e fisici tra i destinatari del potenziamento formativo, rispondendo così al fabbisogno crescente di professionisti esperti in igiene ambientale, prevenzione e sicurezza sul lavoro.
Questi specialisti operano già oggi in settori strategici per la salute pubblica, come le Agenzie per l’Ambiente (ARPA), l’INAIL, le ASL e il comparto alimentare e cosmetico. Proprio per la delicatezza di tali funzioni, la Federazione preme affinché il disegno di legge introduca disposizioni chiare in materia di equo compenso. La FNCF sostiene che una retribuzione proporzionata alla qualità e al contenuto delle prestazioni incide direttamente sulla sicurezza e sull’indipendenza del lavoro svolto, tutelando sia il professionista che l’interesse pubblico.
L’intervento legislativo, secondo la Federazione, deve servire anche a riformare il sistema di educazione continua (ECM), valorizzando l’autoformazione qualificata e semplificando gli adempimenti per gli iscritti. Resta inoltre fondamentale l’adozione dei regolamenti attuativi ancora mancanti, in particolare quelli relativi all’esercizio del potere disciplinare e alle norme elettorali degli Ordini, la cui assenza genera incertezza applicativa sul territorio nazionale. La Presidente Orlandi auspica dunque che il Parlamento colga questa opportunità per dare finalmente piena attuazione a quanto previsto dal legislatore.