Assegnazione delle borse di studio per le specializzazioni sanitarie non mediche: la FNCF ne accoglie positivamente l’incremento ma riaccende i riflettori sulle criticità irrisolte per la professione chimica
Roma, 1° agosto 2026 – La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF) esprime un plauso per il Decreto Ministeriale emesso in data 31 luglio 2026 (Prot. n. 0000987), con il quale il Ministero dell’Università e della Ricerca, di concerto con il Ministero della Salute e il Ministero dell’Economia e delle Finanze, con cui viene disposta la ripartizione di 1.520 borse di studio finanziate con risorse statali per le scuole di specializzazione di area sanitaria riservate ai professionisti non medici per l’A.A. 2025/2026.
“Ringraziamo il Ministro dell’Università e della Ricerca, prof.sssa Anna Maria Bernini, per l’importante provvedimento adottato, che testimonia una sensibilità e una concreta attenzione verso il rafforzamento delle competenze sanitarie non mediche nel nostro Paese. – commenta la dott.ssa Nausicaa Orlandi, presidente della Federazione – L’assegnazione delle borse rappresenta un importante passo avanti per riconoscere il ruolo non marginale di Chimici e Fisici all’interno del Servizio Sanitario Nazionale e della Ricerca.”
L’analisi dei dati e delle modalità d’individuazione dei fabbisogni pone, tuttavia, degli interrogativi su problematiche strutturali ancora aperte che non vedono pienamente inseriti nel contesto del Servizio Sanitario Nazionale e Regionale i professionisti Chimici.
La criticità sulla determinazione dei fabbisogni
La ripartizione delle 1.520 borse statali risponda all’Accordo Stato-Regioni del 6 novembre 2025 (Rep. Atti n. 193/CSR), per via dei limiti di bilancio il contingente copre solo parte del fabbisogno reale di tutti i professionisti.
La criticità risiede – per i Chimici – nella stima iniziale del dato del fabbisogno: la Conferenza Stato-Regioni continua a sottostimare fortemente le necessità della professione sanitaria di Chimico nonostante le richieste della FNCF, e non tiene conto del continuo depauperamento della presenza di Chimici nel Servizio Sanitario Nazionale. “A titolo esemplificativo – riferisce il Prof. Martino Di Serio, Vice Presidente della Federazione – per il triennio 2025-2027, a fronte di un fabbisogno stimato dalla FNCF di circa 370-400 unità all’anno, la rilevazione delle Regioni ne ha recepito meno di un terzo (130-144 unità annue), a differenza di quanto avvenuto per altre categorie sanitarie.”
Questa carenza di professionisti Chimici è stata evidenziata proprio dal Governo, che nell’ambito del DDL (AC2700) “Delega al Governo in materia di professioni sanitarie e disposizioni relative alla responsabilità professionale degli esercenti le professioni sanitarie” ha promosso all’art.5 comma 1 lett. B) il potenziamento della formazione sanitaria specialistica, valorizzando le specializzazioni sanitarie ai fini dell’esercizio dell’attività professionale con riferimento specifico “alla professione sanitaria di chimico, per ampliare le possibilità di accesso agli impieghi nel Servizio sanitario nazionale e garantire il ricambio generazionale.”
La criticità nella carenza di Scuole di Specializzazione specifiche per i Chimici
Rimane inoltre irrisolto il nodo fondamentale dell’assenza di scuole di specializzazione specificamente rivolte alla figura del chimico. Nonostante la Legge 11 gennaio 2018, n. 3 abbia pienamente inserito il Chimico tra le professioni sanitarie, ad oggi questi professionisti possono accedere unicamente a percorsi di specializzazione condivisi in cui la chimica risente di un ruolo marginale e non percorsi specifici e dedicati alla chimica sanitaria.
Per rispondere alle reali esigenze del Servizio Sanitario Nazionale e alle sfide del paradigma One-Health, è indispensabile garantire un’alta specializzazione mirata in settori chiave quali ad esempio:
- Chimica Clinica di alta complessità e diagnostica avanzata;
- Radiochimica nella medicina nucleare per le cure oncologiche ospedaliere;
- Analisi chimica ad alta specializzazione per la tutela dell’ambiente e la prevenzione delle ricadute sulla salute pubblica.
- Valutazione e la gestione del rischio chimico;
Lo stesso parere dell’AGCM del 30.06.2026 ha ritenuto meritevole la disposizione nell’AC n.2700 all’art. 5 che prevede di favorire la valorizzazione delle competenze professionali e l’ampliamento delle opportunità di accesso agli impieghi nel SSN, quali il potenziamento della formazione specialistica e la valorizzazione delle specializzazioni sanitarie, anche con riferimento alle professione di chimico.
Al fine di favorire l’istituzione di scuole di specializzazione per chimici, la Federazione ha intrapreso da tempo un percorso istituzionale rigoroso:
- Scuola di Specializzazione in Valutazione e Gestione del Rischio Chimico: Il cui schema di accordo è stato già formalmente approvato in sede di Conferenza Stato-Regioni (Accordo sancito il 7 maggio 2020) ed è stato trasmesso ai Ministeri;
- Scuola di Specializzazione in Chimica della Salute: la proposta formale è stata presentata il 22 giugno 2022 dalla FNCF congiuntamente alla Società Chimica Italiana (SCI) al Ministero dell’Università e Ricerca e al Ministero della Salute, articolata nei due percorsi in Chimica Analitica Sanitaria e Chimica Analitica Ambientale.
Merita anche ricordare in questo contesto il Disegno di Legge (AS 1806), d’iniziativa della Sen. Carmela Bucalo, comunicato alla Presidenza del Senato il 16 febbraio 2026 e assegnato alla 7ª Commissione il 18 marzo 2026, intitolato proprio “Delega al Governo per l’istituzione della classe delle scuole di specializzazione in chimica per la salute“.
Come Federazione – conclude il Presidente Orlandi – confermiamo la nostra piena e collaborativa disponibilità a proseguire con determinazione l’azione di confronto con il Ministero dell’Università e della Ricerca e con il Ministero della Salute per l’istituzione e la piena attuazione delle classi di specializzazione dedicate alla professione di Chimico, consentendo così ai nostri professionisti chimici di esprimere al massimo il proprio contributo specialistico a tutela della salute pubblica e dell’ambiente.”