Il prossimo 27 luglio 2026 prenderà avvio la prima sessione degli Esami di Stato per l’abilitazione all’esercizio della professione di Fisico e Fisico iunior, indetta con Ordinanza Ministeriale n. 693 del 27 maggio 2026, in attuazione del Decreto Interministeriale n. 609 dell’11 agosto 2025.
Per la prima volta i laureati in Fisica potranno conseguire l’abilitazione professionale prevista dalla Legge 11 gennaio 2018, n. 3 e iscriversi avendo superato l’esame di stato all’Albo dei Chimici e dei Fisici. Si tratta di un passaggio di grande rilievo per tutti i professionisti della Fisica, compresi i numerosi laureati che da anni operano nell’ambito dell’optometria e delle scienze della visione. L’Esame di Stato consentirà ai nuovi laureati di raggiungere i colleghi che già esercitano tali attività e che hanno potuto iscriversi all’Albo durante il periodo transitorio previsto dal decreto ministeriale 23 marzo 2018.
Negli ultimi anni il sistema universitario italiano ha riconosciuto il ruolo sempre più rilevante della fisica applicata alla visione e dei suoi riflessi sulla tutela della salute, consolidando percorsi formativi altamente qualificati dedicati a questi ambiti. Ne costituisce un esempio il corso di Laurea Magistrale LM-17 “Optometry and Vision Science” dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, appartenente alla classe delle lauree magistrali in Fisica, così come i corsi di laurea della classe L-30, Scienze e Tecnologie Fisiche, “Ottica e Optometria” con specifici percorsi dedicati all’ottica e all’optometria.
Si tratta di una formazione universitaria che integra discipline fisiche, matematiche, biologiche e biomediche, attività di laboratorio e tirocinio professionalizzante, coerente con gli standard europei e internazionali, che collocano l’optometria tra le professioni sanitarie ad elevata qualificazione universitaria. In tale contesto, le attività di valutazione della funzionalità visiva, analisi della visione binoculare, misurazione dei vizi refrattivi, utilizzo di strumentazione ottica avanzata, progettazione di ausili ottici compensativi e sviluppo di metodologie innovative rappresentano competenze che richiedono una preparazione universitaria specifica e un sistema di abilitazione professionale coerente con il livello di responsabilità scientifica e sanitaria richiesto.
Questa evoluzione della formazione universitaria dimostra come le scienze della visione rappresentino oggi uno specifico settore della fisica applicata, caratterizzato da competenze scientifiche, tecnologiche e sanitarie di elevata specializzazione.
L’optometria moderna non si esaurisce infatti nell’utilizzo di ausili visivi, ma comprende attività quali la valutazione della funzionalità visiva, l’analisi della visione binoculare, misurazione dei vizi refrattivi con metodiche soggettive e oggettive, l’impiego di strumentazione ottica avanzata, la progettazione di ausili ottici compensativi e la gestione delle problematiche funzionali della visione. Si tratta di attività che richiedono conoscenze integrate di fisica, ottica, fisiologia della visione, metrologia, analisi dei dati e tecnologie strumentali, proprie di una formazione universitaria specialistica. La stessa documentazione tecnica europea colloca tali competenze al livello universitario (EQF 6), distinguendole dalle competenze tecnico-professionali proprie dell’arte ausiliaria.
Per tale ragione la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici, nell’ambito del Tavolo tecnico istituito presso il Ministero dell’Università e della Ricerca per l’attuazione della Legge n. 163/2021 sulle lauree abilitanti, ha proposto l’aggiornamento del DPR 5 giugno 2001, n. 328, individuando sin dal 2019, tra le attività professionali del Settore Fisica, anche la ricerca e la sperimentazione nel campo dell’ottica e dell’optometria applicate alla visione, la progettazione e l’impiego di strumentazioni e dispositivi ottici e optometrici, le analisi e le indagini ottiche e optometriche, la pratica optometrica, la progettazione di ausili ottici compensativi per i deficit della funzionalità visiva, nonché lo sviluppo di metodologie innovative e di attività di laboratorio nel settore delle scienze della visione.
Tale proposta mira a completare il percorso di attuazione della Legge n. 3/2018, formalizzando nell’ordinamento professionale attività che già trovano fondamento nella formazione universitaria, nell’evoluzione scientifica della disciplina e nell’attività svolta quotidianamente da numerosi professionisti laureati in Fisica iscritti all’Albo dal 2018 e per i quali ad oggi il legislatore non ha ancora provveduto con apposito regolamento delle attività professionali.
La Federazione ritiene pertanto non più rinviabile l’adozione del regolamento di aggiornamento del DPR n. 328/2001 con le competenze complete di tutti i fisici e fisici iunior che operano nei vari settori, ancor più quello sanitario in setting ospedalieri o territoriali. Non è infatti pienamente coerente che lo Stato richieda ai laureati il superamento di un Esame di Stato per conseguire l’abilitazione alla professione sanitaria di Fisico, con conseguenti oneri economici e organizzativi, senza che sia stato ancora completato il quadro regolamentare che definisce in modo completo le attività professionali per le quali tale abilitazione è richiesta.
Tra queste rivestono particolare rilievo proprio le attività svolte nell’ambito dell’optometria e delle scienze della visione, oggi caratterizzate da percorsi universitari dedicati, da una specifica formazione scientifica e da competenze professionali che attendono soltanto di essere definitivamente riconosciute nell’ordinamento; ciò anche considerando che, sebbene i percorsi accademici europei certifichino le competenze del fisico in ambito optometrico, l’effettiva operatività clinica resta vincolata ai regimi di abilitazione nazionali e al mutuo riconoscimento dei titoli abilitanti.
La necessità di completare il quadro normativo della professione sanitaria del Fisico operante nelle scienze della visione è emersa con particolare evidenza anche nel corso dei recenti lavori parlamentari di luglio 2026 relativi al Disegno di Legge sulle Professioni Sanitarie. In tale occasione, la Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici è intervenuta formalmente presso la XII Commissione Affari Sociali della Camera dei deputati, rappresentando le criticità derivanti dai subemendamenti n. 0.4.100.1 e n. 0.4.100.3 all’emendamento del Relatore che proponevano l’istituzione della professione sanitaria di “ottico-optometrista”.
La Federazione ha evidenziato come tali proposte non tenessero adeguatamente conto dell’attuale quadro normativo, che dal 2018 ha già istituito la professione sanitaria del Fisico e del Fisico iunior e ha individuato nei percorsi universitari delle classi L-30 e LM-17 dedicati all’Ottica, all’Optometria e alle Scienze della Visione la formazione accademica idonea all’accesso alla professione sanitaria. La posizione espressa dalla Federazione è stata quella di tutelare i diritti dei professionisti già iscritti all’Albo dei Chimici e dei Fisici, dei numerosi laureati che il prossimo 27 luglio sosterranno il primo Esame di Stato per l’abilitazione professionale e, soprattutto, la tutela della salute dei cittadini attraverso il riconoscimento di competenze scientifiche e sanitarie fondate su percorsi universitari adeguati.
Il mancato accoglimento dei due subemendamenti rappresenta un importante segnale di attenzione nei confronti dell’attuale ordinamento professionale e conferma l’opportunità di proseguire il percorso normativo già avviato nel 2018, evitando creazione di nuove figure professionali o sovrapposizioni e valorizzando le competenze proprie di tutte le professioni sanitarie già esistenti. Ciò che ancora manca è il completamento del regolamento sulle attività professionali del Fisico previsto dal legislatore, affinché il percorso avviato con la Legge n. 3/2018 possa dirsi pienamente compiuto.
La Federazione continuerà pertanto a collaborare con il Parlamento, il Ministero della Salute e il Ministero dell’Università e della Ricerca affinché sia garantito il pieno riconoscimento delle competenze dei Fisici e dei Fisici iunior operanti nelle scienze della visione e negli altri settori della professione sanitaria, nel rispetto degli standard scientifici, universitari ed europei che caratterizzano oggi le professioni ad elevata qualificazione.
La Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici ribadisce infine che il pieno riconoscimento delle competenze dei Fisici operanti in optometria e nelle scienze della visione non si pone in contrapposizione con le altre professioni sanitarie e tecniche o arti ausiliarie, ma costituisce un elemento di chiarezza ordinamentale e di tutela della salute pubblica, configurandosi come una funzione complementare e sinergica all’interno del comparto sanitario.
Dott. Chim. Orlandi Nausicaa
Presidente
FEDERAZIONE NAZIONALE DEGLI ORDINI DEI CHIMICI E DEI FISICI