La presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Chimici e dei Fisici (FNCF) Nausicaa Orlandi ha preso parte oggi all’audizione presso la 10ª Commissione Affari Sociali, Sanità, Lavoro Pubblico e Privato e Previdenza Sociale del Senato, nell’ambito dell’esame del Decreto-Legge n. 159/2025 in materia di sicurezza sul lavoro e protezione civile.
La Federazione ha espresso apprezzamento per il percorso avviato dal Governo al fine di migliorare ulteriormente la qualità della prevenzione, sottolineando come il provvedimento possa costituire una base importante su cui costruire ulteriori opportunità di miglioramento a tutela della salute dei lavoratori e del sistema produttivo nazionale. I Chimici e i Fisici sono professionisti sanitari riconosciuti dalla Legge 3/2018. Da quasi un secolo svolgono un ruolo fondamentale nella tutela collettiva: dalle esposizioni ad agenti chimici, cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione; all’esposizione ad agenti fisici come rumore, vibrazioni e radiazioni; fino alla valutazione delle sostanze, delle miscele e dei prodotti, nonché dei processi produttivi complessi.
Valutazione dell’esposizione chimica e cancerogena – Rafforzamento necessario
La Federazione ha posto con particolare forza l’attenzione sul tema della valutazione dell’esposizione agli agenti chimici pericolosi e agli agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione. È stato ribadito che, in presenza di agenti con valori limite di esposizione elencati negli Allegati XXXVIII e XLIII del D.Lgs. 81/08, la valutazione dei rischi debba basarsi sempre su misurazioni chimico-analitiche e non soltanto su stime documentali.
Questa non è una formalità:
• si tratta di agenti chimici pericolosi, agenti cancerogeni, mutageni e tossici per la riproduzione;
• si tratta di scenari nei quali una stima non è sufficiente a garantire un’effettiva tutela del lavoratore;
• si tratta di sostanze che richiedono basi analitiche solide, metodi accreditati e competenze specialistiche.
Una valutazione rigorosa e misurabile permette interventi mirati e previene malattie professionali ad alta incidenza.
Una valutazione basata su dati misurati – e non su ipotesi – costituisce un elemento essenziale per tutelare la salute dei lavoratori e prevenire malattie professionali a lunga latenza.
«Lo ribadiamo da tempo: quando ci sono agenti chimici pericolosi, agenti cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione, la valutazione per stima non basta. Serve una misurazione analitica dell’esposizione. Serve sapere quanto un lavoratore respira, tocca, manipola. Perché dietro a quei numeri ci siano eventuali azioni di miglioramento, ci sia consapevolezza, ci siano misure, per evitare che arrivino diagnosi anni dopo. E la differenza tra un dato misurato e una stima può essere determinante nel prevenire malattie professionali e infortuni. Per questo chiediamo che, almeno per gli agenti di cui agli Allegati XXXVIII e XLIII che hanno un valore limite di esposizione, questo principio possa trasformarsi in legge».
Riconoscimento delle competenze professionali – Adeguamento dell’art. 32
La Federazione ha evidenziato l’importanza di valorizzare le competenze di tutti i professionisti impegnati nella prevenzione.
È stata proposta l’integrazione dell’art. 32 del D.Lgs. 81/08 affinché le classi di laurea LM54 e LM71 – percorsi formativi con solide basi su rischio chimico, rischio fisico, igiene industriale, sicurezza dei processi e valutazione del rischio – siano inserite tra quelle esonerate da parte della formazione base per divenire RSPP. Il loro riconoscimento, peraltro fondato anche su quanto previsto dal DPR 328/01, contribuirebbe a rafforzare competenze essenziali in settori nei quali la prevenzione richiede conoscenze altamente specialistiche.
Cultura della prevenzione, mancati infortuni e norme UNI
La FNCF ha espresso apprezzamento per l’importanza attribuita nel decreto ai “near misses”, strumenti fondamentali per prevenire eventi più gravi. La Federazione ha inoltre espresso apprezzamento per l’attenzione del Governo e del legislatore verso una maggiore diffusione e accessibilità delle norme tecniche UNI, fondamentali per imprese, professionisti ed enti pubblici.
Rendere le norme tecniche più accessibili significa ridurre disallineamenti applicativi, rafforzare la cultura della sicurezza e garantire un’applicazione uniforme sul territorio nazionale.
Conclusione
La Federazione ha espresso una valutazione positiva sull’impianto complessivo del decreto e ha consegnato agli atti una memoria tecnica con ulteriori proposte migliorative. Chimici e Fisici rappresentano un presidio scientifico essenziale nella prevenzione dei rischi: l’auspicio è che il contributo professionale, tecnico e sanitario possa continuare a sostenere il Parlamento e il Governo nella costruzione di un sistema di sicurezza del lavoro moderno, rigoroso e basato sulla scienza. La Federazione resta a disposizione per ogni approfondimento istituzionale e tecnico a supporto del processo legislativo.