Quello delle piscine è un argomento solitamente caro ai Chimici, che si occupano di analisi di laboratorio, trattamento acqua, piuttosto che di sicurezza. E le piscine hanno davvero tanto da dire su questi argomenti.

Ma la Fisica, come può essere coinvolta nella materia legata alle piscine? Anche in questo settore c’è molto da dire. Pensiamo ai sistemi, fisici, appunto, di trattamento dell’acqua quali tubazioni, filtri, pompe; ai sistemi di riscaldamento; ai sistemi di disinfezione tramite raggi UV; ai collegamenti con le macchine di produzione di cloro per elettrolisi o i grandi produttori di ozono.

Certo, se si prende l’argomento alla leggera, senza entrare nel merito di calcoli e dimensionamenti, senza ragionare su velocità di scorrimento, su sistemi Venturi per la produzione di effetti idromassaggio, sul calcolo di una soffiante, sul dimensionamento di una canalina di sfioro e di una vasca di compenso, allora probabilmente una laurea in Fisica può davvero sembrare sprecata. Ma se si vuole fare le cose per bene, allora i fisici possono giocarsela alla pari degli ingegneri, ma con una carta in più: la fantasia. Si sa che gli ingegneri applicano leggi e regole tecniche e senza queste non sanno progettare, è un dato di fatto. Ad un ingegnere devi dire quali regole vanno applicate, altrimenti si sente perso. I fisici no. I fisici scrivono le regole ed i principi (fisici, appunto) che gli ingegneri applicano e hanno quindi un grande vantaggio competitivo.

Come si dimensiona una canalina di sfioro, cioè un canale aperto che porta l’acqua spinta nel bacino (la vasca) da una pompa nella vasca di compenso attraverso un sistema di tubazioni?

Canale di sfioro e tubazioni hanno misure da determinare, non esistono norme tecniche che disciplinino la materia, e non esistono per il semplice fatto che non si può ridurre il tutto ad un calcolo. La questione va esaminata con attenzione caso per caso e va progettata ogni volta. Se si sbaglia, si allaga il piano vasca; la quantità di acqua presente su molti piani vasca testimonia il fatto che pochissimi fisici si occupino di piscine.

Un argomento sul quale negli ultimi tempi i media hanno posto la loro attenzione è quello legato agli infortuni mortali dovuti agli intrappolamenti dei bagnanti da parte delle aspirazioni in piscina. L’argomento è complesso, trattato in modo approfondito e completo dalle norme tecniche, ma per essere compreso appieno necessita di una formazione tecnica che deve necessariamente andare oltre alla semplice esperienza pratica. Le aspirazioni in piscina sono sistemi che servono per estrarre acqua dalla vasca ed inviarla alla filtrazione o a giochi d’acqua che possono essere idromassaggi, cascate, acquascivoli, o altro. Mentre le “prese di fondo”, cioè le aspirazioni che servono per svuotare le vasche o per migliorare il trattamento acqua, sono collegate alla pompa insieme ad altri sistemi di aspirazione, che possono essere gli skimmers o la vasca di compenso, e possono quindi essere chiuse nel caso in cui siano pericolose senza che la piscina smetta di funzionare, le aspirazioni collegate ai giochi d’acqua sono indispensabili per il funzionamento dei giochi stessi. Inoltre, le pompe che fanno funzionare i dispositivi sono molto spesso più potenti rispetto a quelle della filtrazione.

I sistemi di aspirazione sono composti da diversi componenti: la tubazione di collegamento alla pompa, il pozzetto, la griglia di copertura. Le norme prevedono caratteristiche precise per tutti questi componenti: una velocità massima nella tubazione di aspirazione; una conformazione del pozzetto che consenta una distribuzione uniforme della aspirazione (e quindi della velocità dell’acqua) sulla griglia; requisiti specifici per la griglia, che riguardano l’intrappolamento delle dita e dei capelli, requisiti di resistenza meccanica, una velocità massima di scorrimento.

Naturalmente tutti questi requisiti sono in relazione tra loro e con la portata della pompa alla quale sono collegati.

E’ a questo punto che entra in campo la fantasia dei fisici, perché se si rispettano le regole in alcuni casi i sistemi di aspirazione diventano molto grandi ed impattanti sulla costruzione della vasca. Esaminando la situazione specifica, è possibile mettere in atto diversi accorgimenti, quali l’aspirazione dalla vasca di compenso invece che dall’interno della piscina, il collegamento delle aspirazioni ad una sola pompa invece che sul collettore, la realizzazione di un circuito separato con una pompa a portata minore, la collocazione delle aspirazioni in luoghi non raggiungibili dai bagnanti, come ad esempio il vano tapparella, o altro.

La realtà delle realizzazioni attualmente presenti è purtroppo in molti casi non rispettosa della buona regola dell’arte e lo testimoniano gli incidenti mortali accaduti in questi anni a bambini e ragazzi, per loro natura curiosi e portati a nuotare sott’acqua. Si tratta di una realtà triste con la quale siamo costretti a fare i conti, che va combattuta con tutte le forze perché ognuna di queste morti è evitabile, in nessuno di questi casi si può parlare di disgrazia.

L’unica disgrazia, va detto, è avere che fare con persone incompetenti che sottovalutano i rischi connessi ad una errata progettazione.