Una collaborazione internazionale che ha beneficiato di un finanziamento di 10 milioni di euro da parte de l’ERC Synergy Grant dell’European Research Council ci porterà a caccia di onde gravitazionali ad alta frequenza. Parliamo del progetto GravNet.

Forse ricorderete quando nel 2015 una collaborazione tra i progetti LIGO e Virgo portarono a registrare per la prima volta questi fenomeni. Si tratta di increspature nello spazio-tempo. Da allora ci sono noti quasi cento di questi eventi. Tutti rientrano in un intervallo di frequenza compreso tra 10 hertz e 10 chilohertz. Nessun esperimento ha ancora esplorato l’enigmatica gamma delle alte frequenze, quelle tra i megahertz e i gigahertz. GravNet intende colmare questo vuoto “cosmico”. A tal fine verrà adottato un approccio totalmente innovativo, che impiegherà tecnologie avanzate. Pensiamo per esempio alle cavità a radiofrequenza immerse in campi magnetici elevati. I segnali saranno raccolti simultaneamente da più rivelatori distribuiti in Europa.  

Claudio Gatti tra i tanti ricercatori che hanno contribuito al progetto – figura di spicco nell’ambito della fisica delle particelle che vanta una lunga esperienza in  esperimenti di rilievo come il KLOE e ATLAS -, ha anche fondato il laboratorio COLD, dedicato alla criogenia avanzata. Attualmente, coordina il team che conduce l’esperimento QUAX, alla ricerca di assioni, particelle ipotetiche considerate tra i principali candidati per spiegare la materia oscura. Parallelamente, Gatti guida la ricerca e lo sviluppo di dispositivi superconduttori di nuova generazione, in collaborazione con università e centri di ricerca in tutta Europa.