Il professor Alessandro Abbotto è ordinario di Chimica all’Università di Milano-Bicocca e Vicepresidente della Società Chimica Italiana. Coordina i Giochi e i Campionati Internazionali della Chimica e vanta il prestigioso riconoscimento di Chemistry Europe Fellow. Accanto all’attività scientifica, è autore di saggi e opere di narrativa e ha recentemente avviato un progetto multimediale musicale pop per diffondere tra le nuove generazioni i valori e il messaggio della chimica.

In questa intervista esploriamo la collana U Chem (casa editrice Scienza Express), che il Professore dirige per conto della Società Chimica Italiana. Questa serie di libri avvicina studenti di diverse età alla scienza, dai bambini che scoprono il metodo scientifico attraverso i racconti, fino ai ragazzi delle scuole superiori e agli universitari che affrontano le reazioni, la stereochimica e i materiali avanzati. Abbiamo contattato il professor Abbotto per saperne di più.

Quale obiettivo principale ha guidato la nascita di questo progetto editoriale?

«L’obiettivo principale della collana U Chem è stato, fin dall’inizio, quello di sostenere e rafforzare il percorso dei Giochi della Chimica della Società Chimica Italiana, che rappresentano una delle più importanti iniziative nazionali per la valorizzazione delle eccellenze scientifiche tra gli studenti. I Giochi coinvolgono ogni anno decine di migliaia di studenti di tutta Italia, dalle gare di istituto fino alle finali nazionali e internazionali, culminando nelle Olimpiadi Internazionali della Chimica».

«Non si tratta solo di una competizione, ma di un vero percorso formativo che stimola il ragionamento, la curiosità e la passione per la disciplina. La nascita della collana è avvenuta anche grazie allo stimolo e alla proposta del prof. Daniele Gouthier, cofondatore e direttore editoriale di Scienza Express, che desidero ringraziare. La sua visione editoriale, già concretizzata in altre collane di successo come U Math dedicata alla matematica, ha rappresentato il punto di partenza per costruire un progetto analogo nel campo della chimica. In questo contesto, la collana nasce con un obiettivo preciso: affiancare i testi scolastici tradizionali con un approccio diverso alla chimica».

«Non un apprendimento basato principalmente sul nozionismo, ma un percorso centrato sui concetti, sul ragionamento e sulla capacità di collegare la chimica ai grandi temi della società contemporanea, dall’energia all’ambiente, dalla salute ai materiali innovativi. Un altro elemento fondamentale è la costruzione di un percorso continuo, che accompagna gli studenti dalle scuole primarie fino all’università, in stretta coerenza con le competizioni promosse dalla SCI (Giochi di Cannizzaro, Giochi di Avogadro e Giochi della Chimica), offrendo al tempo stesso strumenti concreti anche per i docenti. Dal punto di vista didattico, i volumi combinano teoria essenziale, esercizi ragionati e problemi risolti e commentati, spesso tratti dalle competizioni nazionali e internazionali, insieme a esempi ed esperienze che aiutano a rendere la chimica più concreta e comprensibile».

«In sintesi, la collana U Chem vuole contribuire alla diffusione della cultura chimica nel nostro Paese, proponendo la chimica non solo come disciplina di studio, ma come chiave di lettura fondamentale per comprendere e affrontare le sfide della società moderna, in una prospettiva sostenibile, innovativa e responsabile».

Numerosi esperti e docenti hanno collaborato alla stesura dei testi rinunciando ai propri compensi per devolvere i ricavati alle attività per i ragazzi. Come ha riunito questa squadra di autori e in che modo avete lavorato insieme?

«Fin dall’inizio, la collana U Chem è stata pensata come un progetto profondamente corale. Pur essendo nata solo recentemente, ha già coinvolto un numero significativo di autori, tutti accomunati non solo da elevate competenze scientifiche e didattiche, ma anche da una forte motivazione ideale. La prima squadra di autori è stata individuata all’interno dei comitati organizzatori delle principali competizioni promosse dalla Società Chimica Italiana: i Giochi della Chimica, i Giochi di Avogadro e i Giochi di Cannizzaro, dedicati rispettivamente alle scuole secondarie di secondo grado, di primo grado e alle scuole primarie. Si tratta di docenti e ricercatori che ogni giorno lavorano a stretto contatto con studenti e insegnanti e che conoscono molto bene le esigenze reali della didattica».

«Successivamente, il gruppo si è progressivamente ampliato, coinvolgendo altri soci della Società Chimica Italiana e, sempre più, anche esponenti di rilievo del mondo accademico, della ricerca, della professione chimica e, ancora più in generale, della società civile. Nei prossimi volumi, infatti, saranno presenti contributi di figure di primo piano che operano su tematiche centrali per la chimica contemporanea e per le attività legate alla nostra comunità scientifica. È importante sottolineare che tutto questo lavoro si basa su un impegno volontario. Gli autori hanno scelto di rinunciare ai propri compensi, devolvendo i proventi alla Società Chimica Italiana, affinché possano essere reinvestiti nelle attività rivolte ai giovani, in particolare nei Giochi della Chimica e nelle iniziative per le scuole. Questo aspetto rappresenta uno degli elementi più significativi e identitari della collana».

«Il lavoro editoriale si è sviluppato in modo collaborativo e continuo, con un confronto costante tra gli autori e con la supervisione scientifica e didattica della Società Chimica Italiana. L’obiettivo comune è stato quello di garantire qualità, rigore e coerenza, mantenendo però uno stile accessibile, dinamico e orientato al problem solving. In questo senso, U Chem non è solo una collana di libri, ma una vera comunità di persone che condividono l’idea che la chimica debba essere insegnata, comunicata e vissuta come strumento fondamentale per la crescita culturale e per il futuro delle nuove generazioni».

Il volume Il labirinto delle molecole della linea Junior accompagna i lettori a cavallo tra la scuola primaria e la secondaria in un viaggio nel tempo per incontrare scienziati storici come Amedeo Avogadro. In quale modo la forma del racconto dell’avventura stimola l’immaginazione e trasmette i concetti chiave della disciplina ai più piccoli? 

«Tengo particolarmente a questo volume perché rappresenta per me qualcosa di speciale: è il primo vero romanzo per bambini che ho scritto, un progetto che coltivavo da alcuni anni e che si affianca alle mie pubblicazioni scientifiche, divulgative, di narrativa e musicali. Ho scelto la forma del racconto d’avventura perché è il modo più naturale per parlare ai più giovani. Attraverso una storia, un viaggio immaginario nel tempo e l’incontro con grandi scienziati del passato come Amedeo Avogadro, i ragazzi non si limitano ad apprendere concetti, ma li vivono. La chimica smette di essere un insieme di nozioni e diventa esperienza, scoperta, curiosità».

«L’idea di fondo è far comprendere che la chimica non è qualcosa di distante o astratto, ma è ovunque: intorno a noi, dentro di noi, in ogni trasformazione della materia. Raccontarla attraverso una narrazione permette di trasmettere questa consapevolezza in modo immediato e coinvolgente. Allo stesso tempo, il libro non si limita agli aspetti scientifici. Il viaggio tra gli scienziati del passato diventa anche un’occasione per riflettere su temi più ampi: il ruolo della scienza nella società, il rapporto tra conoscenza e responsabilità, il valore dell’etica, della pace e del progresso al servizio dell’umanità».

«Questo approccio consente di introdurre fin dai primi anni non solo i concetti fondamentali della chimica, ma anche una visione della scienza come strumento e chiave di lettura per comprendere il mondo e contribuire a migliorarlo. In questo senso, il racconto diventa un ponte: tra immaginazione e conoscenza, tra emozione e ragionamento, tra formazione scientifica e crescita personale. È proprio questa integrazione che permette ai più giovani di sviluppare una curiosità autentica e duratura verso la chimica».

Come riuscite a mantenere un approccio concettuale e non nozionistico, utile sia per lo studio quotidiano in classe sia per l’allenamento alle Olimpiadi della Chimica?

«La prima cosa da chiarire è che questa collana non sostituisce i testi scolastici: li affianca. I libri utilizzati nelle scuole devono seguire programmi ministeriali, che non sempre riescono a essere aggiornati o presentati in modo coinvolgente. Noi prescindiamo da questo vincolo e ci poniamo un obiettivo diverso: parlare di chimica a tutti. A tutti davvero: curiosi, appassionati, studenti più o meno portati, docenti. Perché la chimica è tutto, è intorno a noi e dentro di noi. Partendo da questa consapevolezza, l’approccio concettuale diventa naturale».

«Non partiamo dalle definizioni, ma dai temi che interessano le persone e che attraversano la società: salute, energia, trasporti, ambiente, natura, etica, cucina, materiali, sport, colori. Questa è la vera chimica. È quella che viviamo ogni giorno ed è su questo che abbiamo voluto mettere l’accento. Da qui si sviluppa il resto. Attraverso esercizi e problemi –ispirati all’esperienza dell’universo dei Giochi e delle Olimpiadi Internazionali della Chimica e di altre competizioni nazionali e internazionali – costruiamo il ragionamento partendo da domande che nascono dal nostro quotidiano».

»È da queste domande che prende forma la comprensione: perché catturano l’attenzione e permettono di introdurre i concetti fondamentali in modo naturale, efficace e duraturo. La chimica, in fondo, è fascino e scoperta. Se diventa solo nozionismo, perde completamente il suo senso. Il messaggio che vogliamo trasmettere è proprio questo: capire prima di memorizzare, collegare prima di accumulare, e soprattutto riconoscere la chimica come una chiave per leggere il mondo».

In che modo i volumi della collana U Chem possono arricchire e promuovere una mentalità scientifica rigorosa e curiosa tra le nuove generazioni?

«Questo si collega direttamente a quanto detto prima: la chimica non è imparare a memoria. Il nozionismo, da solo, è sterile e non porta lontano. Quello lo può fare anche una macchina. La mente umana è qualcosa di più: è capacità di immaginare, collegare, costruire. Ed è proprio qui che si inserisce il ruolo della chimica. La chimica è creatività, è innovazione, è progettazione. È la capacità di pensare soluzioni nuove ai grandi problemi della società: dalla disponibilità di cibo alla gestione delle risorse idriche, dalla salute all’accesso ai farmaci, dall’energia sostenibile alla tutela dell’ambiente».

«I volumi della collana U Chem vogliono trasmettere esattamente questo. Non solo contenuti, ma un modo di pensare: abituare gli studenti a porsi domande, a ragionare, a cercare connessioni, a non fermarsi alla superficie. Il rigore scientifico nasce proprio da questo, dalla capacità di costruire un ragionamento solido, mentre la curiosità è il motore che lo alimenta. Imparare la chimica in profondità significa quindi comprendere che si tratta di uno strumento potente per leggere il mondo e, soprattutto, per trasformarlo».

«È un invito alle nuove generazioni a essere protagoniste, a dare il proprio contributo alla costruzione di una società più moderna, consapevole e responsabile. Una società capace di affrontare le sfide globali nel rispetto dell’ambiente, delle persone e della prosperità condivisa. Questo è, in fondo, il significato più autentico della formazione scientifica che vogliamo promuovere».